tagli al personale Ata: oltre duemila posti in meno tra i collaboratori scolastici
C’è un nodo sempre più critico nella scuola italiana e riguarda il personale Ata, figura spesso poco valorizzata ma essenziale per il funzionamento quotidiano degli istituti scolastici. Dopo la sentenza
C’è un nodo sempre più critico nella scuola italiana e riguarda il personale Ata, figura spesso poco valorizzata ma essenziale per il funzionamento quotidiano degli istituti scolastici. Dopo la sentenza della Corte di Giustizia europea sull’eccessivo ricorso al precariato, arriva ora la conferma del taglio di 2.174 posti nel profilo dei collaboratori scolastici, previsto dalla legge di Bilancio 2025 e dal decreto interministeriale n. 211 dello scorso novembre.
La riduzione, confermata dal ministro dell’Istruzione e del Merito, interesserà le scuole secondarie di secondo grado, mentre resteranno esclusi gli istituti del primo ciclo. La dotazione organica complessiva del personale Ata scenderà così a 194.303 posti per l’anno scolastico 2026/2027, contro i 196.477 autorizzati nell’anno precedente.
Restano invece confermate le tutele per le scuole coinvolte nei processi di dimensionamento scolastico. Il decreto-legge n. 19 del 2026, recentemente convertito in legge, prevede infatti che gli istituti interessati dagli accorpamenti mantengano complessivamente la stessa dotazione organica assegnata per l’anno scolastico 2025/2026.
Durissima la reazione della Flc Cgil, che parla di una scelta “inaccettabile”. In una nota il sindacato denuncia come “continuare a intervenire sugli organici Ata attraverso tagli lineari” sia particolarmente grave in una fase storica in cui le scuole devono affrontare carichi di lavoro sempre più pesanti, complessità amministrative crescenti, adempimenti legati al Pnrr, processi di dimensionamento scolastico e un generale aumento delle responsabilità organizzative.
Secondo il sindacato della conoscenza della Cgil, la riduzione del numero dei collaboratori scolastici rischia di compromettere “la qualità del servizio, la sicurezza, la vigilanza e il funzionamento quotidiano delle istituzioni scolastiche”, soprattutto nelle realtà più complesse, distribuite su più plessi e caratterizzate da una significativa presenza di studenti con disabilità e fragilità educative.
Proprio sul fronte dell’inclusione emergono le maggiori criticità. I collaboratori scolastici, secondo le raccomandazioni del Garante per la tutela delle persone con disabilità, devono garantire anche l’assistenza igienica e personale agli alunni più fragili. Ed è qui che, secondo la Flc Cgil, si manifesta “la contraddizione più grave”: mentre i tagli diventano immediatamente operativi, la figura dell’operatore scolastico — prevista proprio per rafforzare l’assistenza agli studenti con disabilità e annunciata già per l’anno scolastico 2024/2025 — viene rinviata al 2027/2028.
Una situazione che rischia di lasciare scoperti servizi fondamentali e che, ancora una volta, finisce per pesare soprattutto sulle fasce più deboli della popolazione scolastica.