Riforma degli istituti tecnici, raggiunta l’intesa: sindacati sospendono la mobilitazione
Si sblocca il confronto sulla riforma degli istituti tecnici: i sindacati sospendono lo stato di agitazione dopo l’intesa raggiunta al Ministero del Lavoro. L’incontro, tenutosi ieri 8 aprile, ha rappresentato
Si sblocca il confronto sulla riforma degli istituti tecnici: i sindacati sospendono lo stato di agitazione dopo l’intesa raggiunta al Ministero del Lavoro. L’incontro, tenutosi ieri 8 aprile, ha rappresentato un passaggio decisivo nel tentativo di conciliazione sulle criticità legate all’avvio dei nuovi percorsi formativi previsto per l’anno scolastico 2026/2027.
A proclamare la mobilitazione erano state le principali sigle del comparto scuola — CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, Gilda Unams e ANIEF — che avevano denunciato diverse problematiche legate all’applicazione della riforma.
Nel corso del confronto, l’Amministrazione ha mostrato apertura su alcuni punti chiave. In particolare, è stata confermata la possibilità di costituire cattedre interne anche con un orario inferiore alle 18 ore, misura che punta a garantire la salvaguardia della titolarità dei docenti e la continuità didattica per gli studenti.
Al centro della discussione anche la revisione del decreto ministeriale applicativo della riforma, con l’impegno a intervenire per correggere le criticità emerse nella prima fase di attuazione. In questa direzione, è stata annunciata la convocazione a breve di un tavolo tecnico di approfondimento, che potrà portare a modifiche più strutturali anche negli anni successivi, nel rispetto degli impegni previsti dal PNRR e in dialogo con la Commissione Europea.
Alla luce delle aperture ottenute, le organizzazioni sindacali hanno deciso di sospendere la mobilitazione, ritenendo soddisfatte — almeno in parte — le richieste avanzate nei mesi scorsi.