Dimensionamento scolastico, il Governo commissaria quattro Regioni
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 27 del 3 febbraio 2026 sono state pubblicate le delibere del Consiglio dei Ministri che dispongono il commissariamento ad acta di quattro Regioni – Umbria, Toscana,
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 27 del 3 febbraio 2026 sono state pubblicate le delibere del Consiglio dei Ministri che dispongono il commissariamento ad acta di quattro Regioni – Umbria, Toscana, Emilia-Romagna e Sardegna – in materia di dimensionamento della rete scolastica per l’anno scolastico 2026/27.
Il provvedimento è stato adottato ai sensi dell’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito con modificazioni dalla legge 29 luglio 2021, n. 108, e prevede l’intervento sostitutivo dello Stato in caso di mancata adozione dei piani regionali entro i termini previsti.
A svolgere il ruolo di commissari saranno i Direttori degli Uffici Scolastici Regionali, ai quali spetterà il compito di adottare, in via sostitutiva, i piani di dimensionamento entro il 27 gennaio 2026. L’azione commissariale dovrà avvenire nel rispetto del contingente assegnato dal decreto interministeriale n. 127 del 2023, così come aggiornato dal decreto n. 124 del 2025. Ai commissari sono attribuiti tutti i poteri necessari per l’adozione degli atti richiesti, in sostituzione degli organi regionali competenti.
La decisione del Governo ha suscitato forti reazioni nel mondo sindacale. In particolare, la segretaria generale della CISL Scuola, Ivana Barbacci, ha espresso una valutazione fortemente critica, definendo il commissariamento “una sconfitta per le istituzioni a tutti i livelli”. Secondo la leader sindacale, il provvedimento evidenzia la necessità di avviare un dialogo costruttivo tra Governo, Ministero e Regioni, finalizzato alla ricerca di soluzioni condivise.
Barbacci ha inoltre sottolineato come le Regioni coinvolte, al pari di altre, abbiano negli anni operato con senso di responsabilità nella riorganizzazione della rete scolastica, confrontandosi con complessità territoriali e specificità locali che, a suo avviso, non possono essere ignorate nell’elaborazione delle politiche di dimensionamento.