Certificazioni informatiche e GPS, il Ministero smentisce: “Vecchi punteggi salvi”
Si accende il confronto politico sul riconoscimento delle certificazioni informatiche nelle Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS). A intervenire con una nota ufficiale è Carmela Palumbo, Capo Dipartimento per il
Si accende il confronto politico sul riconoscimento delle certificazioni informatiche nelle Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS). A intervenire con una nota ufficiale è Carmela Palumbo, Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che respinge le critiche sollevate dalla deputata Elisabetta Piccolotti di Alleanza Verdi e Sinistra.
Le accuse: “Penalizzati i docenti con vecchie certificazioni”
Secondo Piccolotti, la nuova ordinanza ministeriale rischierebbe di penalizzare i docenti in possesso di certificazioni informatiche conseguite negli anni precedenti. La parlamentare sostiene che il nuovo sistema favorirebbe un circuito ristretto di enti certificatori, alimentando interessi privati nella corsa ai titoli necessari per l’aggiornamento delle graduatorie.
Un impianto che, secondo l’esponente dell’opposizione, finirebbe per creare disparità tra chi ha già investito in percorsi formativi e chi si affaccia ora al sistema.
La replica del Ministero: “Punteggi già acquisiti restano validi”
La risposta del Ministero non si è fatta attendere. Nella nota firmata da Palumbo si legge che “non risponde al vero che l’ordinanza ministeriale non riconosca le vecchie certificazioni informatiche”.
I docenti che aggiornano la propria posizione nelle GPS, chiarisce il Dipartimento, vedranno pienamente confermato il punteggio già attribuito per titoli precedentemente valutati positivamente dall’amministrazione. Il nuovo sistema opererebbe esclusivamente per il futuro.
In particolare, l’attribuzione di punteggio sarà legata a certificazioni rilasciate secondo i framework internazionali DigComp 2.2 e DigCompEdu da enti certificatori riconosciuti da ACCREDIA.
Chi è già inserito in graduatoria potrà dunque incrementare il proprio punteggio conseguendo nuove certificazioni conformi ai nuovi standard, mentre chi si inserisce per la prima volta dovrà attenersi al nuovo regime.
Standard internazionali e lotta ai “titoli facili”
La scelta di limitare il riconoscimento futuro alle certificazioni rilasciate da enti accreditati, spiega il Ministero, risponde all’esigenza di innalzare la qualità dei titoli e di allineare il sistema italiano agli standard internazionali, sia per le competenze digitali sia per quelle linguistiche.
Nel documento si richiama inoltre la necessità di contrastare il fenomeno dei cosiddetti “titoli facili”, oggetto negli anni di denunce politiche e sindacali, oltre che di indagini giudiziarie e inchieste giornalistiche. “Nessuna volontà di alimentare interessi di lobby”, puntualizza la nota, respingendo direttamente le accuse mosse dall’opposizione.
Il richiamo al contratto scuola
Il Ministero sottolinea infine che la linea adottata è coerente con quanto previsto dall’ultimo CCNL del personale scolastico, che richiede certificazioni rilasciate da soggetti riconosciuti da ACCREDIA come requisito professionale per l’accesso ai ruoli del personale di segreteria.



