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Al via il Liceo Matematico sperimentale: più laboratorio, ma non cambia il diploma

Dal prossimo anno scolastico 2026-2027 prenderà il via, in via sperimentale, il Liceo Matematico, un progetto di innovazione didattica che coinvolgerà circa cento istituti secondari di secondo grado distribuiti sul

Al via il Liceo Matematico sperimentale: più laboratorio, ma non cambia il diploma
  • PublishedLuglio 5, 2026

Dal prossimo anno scolastico 2026-2027 prenderà il via, in via sperimentale, il Liceo Matematico, un progetto di innovazione didattica che coinvolgerà circa cento istituti secondari di secondo grado distribuiti sul territorio nazionale. A stabilirlo è il decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito, firmato il 10 giugno scorso e pubblicato a fine mese insieme all’elenco delle scuole selezionate.

Non si tratta, però, di un nuovo indirizzo di studi. Gli studenti continueranno a frequentare il liceo scientifico o classico scelto al momento dell’iscrizione e conseguiranno il medesimo diploma previsto dall’ordinamento vigente. La novità consiste nell’introduzione di un percorso aggiuntivo dedicato all’approfondimento della matematica attraverso attività laboratoriali e interdisciplinari.

Più matematica, ma in chiave interdisciplinare

L’obiettivo della sperimentazione è rafforzare le competenze logico-matematiche valorizzando il dialogo tra discipline scientifiche e umanistiche. La matematica verrà proposta non solo come materia di studio, ma come linguaggio capace di intrecciarsi con fisica, filosofia, arte, letteratura e altre aree del sapere.

L’intento del Ministero è promuovere un approccio fondato sul ragionamento, sull’argomentazione e sulla risoluzione di problemi, privilegiando metodologie laboratoriali rispetto alla tradizionale lezione frontale.

Le ore aggiuntive

Il progetto prevede l’introduzione del Laboratorio matematico, con un incremento dell’orario curricolare.

Le classi coinvolte svolgeranno:

  • due ore aggiuntive settimanali nel primo biennio;
  • un’ora aggiuntiva in terza, quarta e quinta.

Le attività saranno affidate a docenti interni della scuola appartenenti alle classi di concorso di Matematica (A-26) o Matematica e Fisica (A-27), che coordineranno il percorso mantenendo anche i rapporti con l’università di riferimento.

La sperimentazione nasce infatti dall’esperienza maturata negli anni dall’Università degli Studi di Salerno in collaborazione con l’Unione Matematica Italiana.

Nessuna modifica all’Esame di Stato

Per studenti e famiglie cambia poco sul piano del titolo di studio. Il decreto ministeriale chiarisce che il Laboratorio matematico non modifica l’Esame di Stato, né introduce nuove prove o modalità differenti di conseguimento del diploma.

Le attività svolte saranno oggetto di valutazione durante l’anno scolastico da parte del Consiglio di classe, mentre resteranno invariate le regole della Maturità previste per i tradizionali percorsi liceali.

Le scuole coinvolte

La sperimentazione interesserà circa cento istituti tra licei scientifici e licei classici distribuiti in numerose regioni italiane.

Per verificare se una scuola aderisce al progetto sarà necessario consultare l’elenco allegato al decreto ministeriale oppure rivolgersi direttamente alla segreteria dell’istituto. La partecipazione riguarda infatti specifiche classi e non comporta alcuna trasformazione dell’offerta formativa complessiva della scuola.

Il nodo delle risorse

Uno degli aspetti più discussi riguarda l’organizzazione del progetto. Il decreto precisa che la sperimentazione dovrà essere realizzata senza nuovi oneri per la finanza pubblica, utilizzando l’organico già disponibile nelle scuole.

Gli Uffici scolastici regionali sono chiamati a destinare prioritariamente i docenti di potenziamento delle classi di concorso A-26 e A-27 agli istituti coinvolti.

Su questo punto interviene la FLC CGIL, che esprime forti perplessità. Secondo il sindacato, l’avvio del progetto senza risorse aggiuntive rischia di gravare sugli organici già ridotti delle scuole e di compromettere l’efficacia della sperimentazione, anche per l’assenza di specifici investimenti nella formazione dei docenti.

Cosa cambia per le famiglie

Per studenti e genitori non sono previsti adempimenti particolari. Le scuole interessate comunicheranno nelle prossime settimane le modalità organizzative, le classi coinvolte e l’articolazione delle attività.

Per chi sta scegliendo il percorso di studi, il Liceo Matematico rappresenta quindi un arricchimento dell’offerta formativa, non un nuovo indirizzo di scuola superiore: il diploma resterà quello del liceo scientifico o classico, mentre il valore aggiunto sarà costituito da un percorso di approfondimento orientato allo sviluppo del pensiero logico e delle competenze interdisciplinari.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011