Violenza in classe e l’ombra del web, Valditara: “Se necessario, metal detector nelle scuole”
Tre insegnanti accoltellati in aula dall’inizio dell’anno a Trescore Balneario, Trapani e Roma. Di fronte a una spirale di violenza che sta scuotendo il mondo dell’istruzione, il ministro dell’Istruzione e

Tre insegnanti accoltellati in aula dall’inizio dell’anno a Trescore Balneario, Trapani e Roma. Di fronte a una spirale di violenza che sta scuotendo il mondo dell’istruzione, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, traccia la linea d’intervento in un’intervista rilasciata al Messaggero, indicando le priorità per spezzare questa catena: coinvolgimento attivo delle famiglie, educazione al rispetto, docenti autorevoli, stretta sui social per i minori e, nelle situazioni più critiche, l’introduzione dei metal detector negli istituti.
Al centro dell’analisi del ministro c’è il ruolo pervasivo e tossico della rete. Gli studi internazionali testimoniano infatti come il mondo digitale stia aumentando il tasso di aggressività tra i giovani, con canali dedicati all’istigazione alla violenza o al suicidio.
In questo contesto si inseriscono due drammatici episodi citati da Valditara per testimoniare la deriva in atto. Il primo è il caso di Trapani, dove un alunno di appena undici anni si è presentato a scuola armato di due coltelli e con una GoPro montata sulla testa per riprendere l’aggressione al professore, venendo poi persino deriso online per il fallimento del gesto. L’altro a Caserta, dove una ragazza di dodici anni si è tolta la vita dopo essere stata condizionata da video tutor scovati nel dark web.
Dati che confermano un forte rischio di emulazione. Secondo il ministro, chi compie questi gesti cerca approvazione online ed è condizionato da un pubblico virtuale che incentiva l’azione in diretta. Non a caso, dopo una drastica riduzione dell’81% delle aggressioni registrata tra settembre e dicembre 2025, il fenomeno ha subito un’improvvisa impennata all’inizio del 2026.
Per arginare l’emergenza, il Ministero ha annunciato l’avvio di un servizio di supporto psicologico dedicato agli studenti di terza media e del primo biennio delle superiori, la fascia d’età ritenuta più vulnerabile dall’Ordine degli psicologi.
Tuttavia, per Valditara la risposta deve passare inevitabilmente anche dalle famiglie, troppo spesso inclini a una «pedagogia permissiva» che trasforma i genitori in semplici “sindacalisti” dei figli anziché in guide educative. Quanto all’ipotesi dei controlli all’ingresso degli istituti, il ministro richiama la circolare congiunta siglata con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che attribuisce ai dirigenti scolastici la facoltà di richiedere l’intervento delle forze dell’ordine e l’uso di metal detector in caso di sospetta presenza di armi improprie.
«Cosa non si dovrebbe reprimere? Il diritto di portare i coltelli in classe?», replica con fermezza Valditara a chi definisce repressive tali misure, ribadendo come la tutela della sicurezza all’interno degli istituti resti la precondizione fondamentale per qualsiasi attività didattica.