Ministro Valditara

Tetto agli stranieri in classe, Valditara accelera: “Sarà un decreto, criterio solo linguistico”

Nessun intento discriminatorio ma una misura urgente per evitare «classi ghetto in stile Alabama anni ’50». Alla vigilia dell’approdo in Consiglio dei ministri del provvedimento sul limite agli studenti stranieri

Tetto agli stranieri in classe, Valditara accelera: “Sarà un decreto, criterio solo linguistico”
  • PublishedSettembre 24, 2026

Nessun intento discriminatorio ma una misura urgente per evitare «classi ghetto in stile Alabama anni ’50». Alla vigilia dell’approdo in Consiglio dei ministri del provvedimento sul limite agli studenti stranieri nelle aule scolastiche, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, traccia le coordinate della nuova norma in collegamento da New York, respingendo al mittente le accuse di razzismo e suprematismo avanzate dalle opposizioni.

L’intervento legislativo, che si concretizzerà nella forma di un decreto legge, introdurrà un tetto massimo del 30% per classe, ma con un perimetro ben definito: il parametro non sarà la cittadinanza indicata sull’anagrafe, bensì la competenza linguistica.

Le novità del decreto: lingua, deroghe e stop al velo integrale

La norma prenderà il via a partire dal nuovo anno scolastico per i soli nuovi iscritti, senza disarticolare le classi già formate. Dal calcolo del 30% verrà escluso chiunque abbia frequentato la scuola dell’infanzia o un ciclo di studi sufficiente in Italia.

Nella pratica, gli Uffici scolastici regionali coordineranno i dirigenti per smistare gli alunni tra i plessi di prossimità. Laddove questo riparto territoriale risulti impossibile, scatteranno apposite deroghe affiancate da un fondo da oltre 14 milioni di euro destinato a corsi d’italiano personalizzati. Inoltre, verranno introdotti corsi di lingua obbligatori per i genitori degli studenti che mostrano particolari difficoltà di apprendimento o comportamentali. Tra i punti del provvedimento figura anche lo stop all’abbigliamento islamico coprente come burqa e niqab all’interno degli istituti, un vincolo che tuttavia rischia di dover superare lo scoglio della giurisprudenza del Consiglio di Stato, che nel 2008 ha qualificato il velo per motivi religiosi come “giustificato motivo” ai fini delle norme sull’identificazione.

La posizione del Quirinale e il faro della Costituzione

Mentre il testo viene limato nelle interlocuzioni tra viale Trastevere e il Colle, da ambienti parlamentari si fa notare come il faro del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella rimanga l’articolo 34 della Costituzione, che garantisce e tutela il diritto allo studio per tutti. I tecnici della Presidenza valutano con attenzione anche la reale sussistenza dei requisiti di straordinaria necessità e urgenza trattandosi di un decreto legge con effetti sul prossimo anno scolastico.

A rinfocolare lo scontro politico ci sono state anche le dichiarazioni della premier Giorgia Meloni, che ha richiamato le vecchie circolari emanate dallo stesso Mattarella quando era ministro dell’Istruzione. Un paragone rispedito al mittente dagli analisti del settore: i dati di Skuola.net ricordano infatti che all’epoca gli studenti non italiani erano appena 15mila, a fronte degli quasi un milione registrati oggi nelle scuole della penisola.

Scontro aperto tra Governo e Opposizioni

Il provvedimento incassa il plauso compatto della maggioranza. Il vicepremier Matteo Salvini parla di norma «sensata», attaccando il Pd sul fatto che molti dei loro esponenti manderebbero i figli negli istituti privati delle zone centrali, mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa invita a cogliere l’intento comune di favorire l’integrazione.

Di parere diametralmente opposto le opposizioni. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala liquida il decreto come «fuffa», mentre la vicepresidente della Camera Anna Ascani (Pd) accusa l’esecutivo di fare «propaganda sulla pelle dei bambini e dei ragazzi».

Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011