Truffa online da 50mila euro: ex docente raggirato con una fotocopia della carta d’identità
Una truffa informatica ben orchestrata ha prosciugato il conto corrente di un ex docente di informatica di 72 anni, in pensione, residente a Castelfranco. Vittima inconsapevole, l’uomo si è ritrovato
Una truffa informatica ben orchestrata ha prosciugato il conto corrente di un ex docente di informatica di 72 anni, in pensione, residente a Castelfranco. Vittima inconsapevole, l’uomo si è ritrovato coinvolto in un raggiro che ha permesso a ignoti di ottenere un finanziamento da 50mila euro a suo nome, utilizzando una semplice fotocopia della sua carta d’identità e la sua identità digitale.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, i truffatori si sono finti funzionari di banca, contattando il pensionato con la scusa dell’apertura di un nuovo conto in un’altra filiale. In realtà, grazie ai documenti acquisiti con l’inganno, sono riusciti ad attivare uno SPID a suo nome e a inoltrare una richiesta di prestito a una finanziaria collegata al Banco Desio, la Dynamica Retail.
La somma è stata erogata in breve tempo: 50mila euro, da restituire con rate mensili da 479 euro tramite la cessione del quinto della pensione. A rendere possibile l’operazione è stata la modifica, da parte dei malintenzionati, dei dati personali del docente, incluso il numero di cellulare collegato all’identità digitale. Tuttavia, un errore si è rivelato fatale per i truffatori: non hanno cambiato l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC), e proprio tramite quella l’INPS ha notificato l’avvenuta richiesta della cessione del quinto.
Il docente ha scoperto tutto solo al rientro dalle ferie estive, leggendo una raccomandata arrivata a domicilio tre mesi prima. Si è quindi rivolto all’istituto bancario e, grazie all’intervento tempestivo del direttore, è stato possibile bloccare il pagamento delle rate e congelare il finanziamento, anche se i fondi erano già stati parzialmente utilizzati: 10mila euro erano già stati prelevati da uno dei conti creati ad hoc.
“Nonostante la carta d’identità sia stata annullata, non si riesce a bloccare lo SPID”, ha raccontato l’ex professore al Corriere. “Possono ancora accedere al mio cassetto fiscale o modificare l’IBAN sul portale dell’INPS. Temo che la truffa possa ripetersi”.
Nel frattempo, la vittima ha sporto denuncia ai Carabinieri e avviato le procedure legali per tutelarsi. Il caso riaccende i riflettori sui rischi legati all’identità digitale e alla vulnerabilità degli utenti, soprattutto i più anziani, nel crescente universo dei servizi online. Anche le banche, spesso spettatrici impotenti, sono chiamate a rafforzare i controlli per prevenire questi episodi che, purtroppo, diventano sempre più frequenti.