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Ora di religione sempre più vuota

Ora di religione sempre più vuota: la Cei punta sugli alunni stranieri e sul dialogo interculturale La denatalità continua a incidere anche sulle aule scolastiche e, in particolare, sull’ora di

Ora di religione sempre più vuota
  • PublishedDicembre 13, 2025

Ora di religione sempre più vuota: la Cei punta sugli alunni stranieri e sul dialogo interculturale

La denatalità continua a incidere anche sulle aule scolastiche e, in particolare, sull’ora di religione cattolica. Da anni il numero di studenti che sceglie attività alternative cresce di circa un punto percentuale ogni stagione scolastica. Una tendenza ormai consolidata, che spinge la Conferenza episcopale italiana a cercare nuove strategie per evitare che l’insegnamento della religione si riduca progressivamente a una lezione per pochi.

L’ultimo tentativo arriva con la Nota pastorale “L’insegnamento della religione cattolica: laboratorio di cultura e dialogo”, pubblicata l’11 dicembre. Nel documento, la Cei individua negli alunni stranieri — uno dei pochi gruppi in crescita, insieme agli studenti con disabilità — una possibile risorsa per ridare centralità all’Irc. Le migrazioni e la crescente pluralità culturale e religiosa, scrivono i vescovi, non vanno considerate come una minaccia, ma come “un’opportunità e un dono”.

Introdotto dal cardinale Matteo Zuppi, il testo sottolinea come ogni scuola sia già impegnata in percorsi di accoglienza e integrazione che coinvolgono direttamente anche l’ora di religione. Per questo, si legge, occorre aggiornare costantemente “modalità di insegnamento, proposta didattica, articolazione delle competenze e organizzazione dei contenuti”. In questo scenario, l’ora di religione offrirebbe “indubbie opportunità di dialogo e confronto, sia educativo sia culturale, oltre che religioso”.

Secondo la Cei, la disciplina può diventare un ponte tra culture e tradizioni differenti, accompagnando tutti gli studenti — anche quelli non cattolici — alla scoperta del patrimonio religioso italiano e, allo stesso tempo, favorendo la conoscenza di altre fedi in un contesto di dialogo costruttivo.

Nel documento si sottolinea inoltre che, in un mondo globalizzato e dominato dall’innovazione tecnologica, dove la narrazione secolarizzata tende a marginalizzare la dimensione religiosa, l’ora di religione resta “un’opportunità”. Un luogo dove coltivare la cultura dell’accoglienza e del dialogo, fino a contribuire — nelle intenzioni dei vescovi — al superamento delle logiche di conflitto.

La Cei conclude evidenziando un ulteriore ruolo dell’Irc: quello di offrire strumenti critici e spazi di confronto per giovani spesso segnati da solitudine e mancanza di relazioni profonde. Un compito che, secondo i vescovi, l’ora di religione può assumere sempre di più per aiutare gli studenti a orientarsi nei profondi cambiamenti della società contemporanea.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011