Non solo lezioni in aula: come funziona l’orario “nascosto” dei docenti tra collegi, GLO e scrutini
Quando si parla del lavoro degli insegnanti, il pensiero corre subito alle ore trascorse dietro la cattedra a fare lezione. Eppure, la giornata lavorativa del personale docente comprende un reticolo

Quando si parla del lavoro degli insegnanti, il pensiero corre subito alle ore trascorse dietro la cattedra a fare lezione. Eppure, la giornata lavorativa del personale docente comprende un reticolo articolato di impegni collaterali, fondamentali per la macchina organizzativa e didattica di ogni istituto scolastico.
A regolamentare questa “parte invisibile” del servizio è l’articolo 44 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL), che definisce tali mansioni come “attività funzionali all’insegnamento”. Riunioni, programmazione, colloqui con le famiglie e valutazione degli studenti: per evitare sovraccarichi, la normativa stabilisce tetti orari e regole precise fin dall’inizio dell’anno scolastico.
La mappa delle ore: tre categorie principali
Il contratto suddivide gli impegni collegiali in tre grandi macro-aree, distinguendo tra attività soggette a tetto orario ed esami obbligatori:
- Attività collegiali istituzionali (fino a 40 ore annue): Rientrano in questo gruppo (definito dalla Lettera A della norma) le sedute del Collegio dei Docenti, la programmazione e le verifiche di inizio e fine anno, oltre agli incontri per l’informazione alle famiglie sui risultati scolastici.
- Consigli di classe e GLO (fino a 40 ore annue): La Lettera B disciplina la partecipazione ai Consigli di classe, di interclasse e di intersezione, oltre alle sedute dei Gruppi di Lavoro Operativi per l’Inclusione (GLO). Anche in questo caso il limite massimo è di 40 ore all’anno.
- Scrutini ed esami (Atti dovuti): La Lettera C include la valutazione degli studenti, gli scrutini e la partecipazione agli esami. Trattandosi di adempimenti e “atti dovuti”, queste ore non rientrano nel computo del limite delle 40+40 ore e restano obbligatorie.
Un dettaglio centrale riguarda la formazione: le ore eventualmente non utilizzate all’interno dei due tetti principali da 40 ore possono essere destinate alle attività di aggiornamento professionale pianificate nel PTOF (Piano Triennale dell’Offerta Formativa).
Cosa succede se si supera il tetto orario?
Il nodo principale riguarda la gestione degli sforamenti. Se le riunioni del Collegio docenti e le attività istituzionali (Lettera A) superano la quota delle 40 ore annue, il docente ha diritto al pagamento straordinario delle ore aggiuntive attingendo al Fondo di Istituto (FIS), oppure all’esonero dalla partecipazione ai successivi incontri.
Diversa e più complessa è la situazione per i Consigli di classe e i GLO (Lettera B): in questo caso il contratto non esplicita una forma di compenso aggiuntivo. Per i docenti e le dirigenze scolastiche diventa quindi fondamentale pianificare con estrema precisione il calendario annuale, onde evitare che gli impegni travalichino le soglie previste dal CCNL.