Contratto scuola: aumenti e arretrati in arrivo per docenti e Ata
È stato finalmente firmato lo scorso 5 novembre il contratto della scuola relativo alla parte economica del CCNL 2022-2024. Un passaggio atteso da mesi dal personale scolastico, che ora guarda

È stato finalmente firmato lo scorso 5 novembre il contratto della scuola relativo alla parte economica del CCNL 2022-2024. Un passaggio atteso da mesi dal personale scolastico, che ora guarda con attenzione alle tempistiche di erogazione degli aumenti stipendiali e degli arretrati maturati.
La domanda più frequente tra docenti e personale Ata resta una: quando arriveranno concretamente i pagamenti? Secondo alcune fonti, nel cedolino di gennaio non compaiono ancora gli arretrati, ma non si esclude un’emissione speciale entro la fine del mese. In ogni caso, una certezza c’è: gli importi dovrebbero essere accreditati entro la fine di febbraio 2026.
Arretrati e una tantum: le cifre previste
Il rinnovo contrattuale prevede l’erogazione di arretrati significativi, che verranno corrisposti in un’unica soluzione insieme a una quota “una tantum”. Gli importi variano in base al profilo professionale e all’anzianità di servizio.
Per il personale docente – insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria, ITP e docenti laureati di I e II grado – gli arretrati oscillano indicativamente tra 1.291,84 euro e 2.149,98 euro. A queste somme si aggiunge un importo fisso una tantum pari a 111,70 euro.
Il totale complessivo, dato dalla somma di arretrati e una tantum, va quindi da circa 1.403,54 euro fino a un massimo di 2.261,68 euro.
Aumenti mensili in busta paga
Oltre agli arretrati, il rinnovo del contratto introduce anche incrementi strutturali sugli stipendi mensili. Gli aumenti variano sensibilmente in base alla categoria e agli anni di servizio, organizzati in fasce di anzianità (da 0-8 anni fino a oltre 35 anni).
Per i docenti, gli incrementi netti mensili possono andare, ad esempio, da circa 52,74 euro per le fasce di anzianità più basse (ITP e infanzia/primaria) fino a circa 87,43 euro per i docenti laureati di II grado con maggiore anzianità.
Gli aumenti comprendono sia la differenza stipendiale mensile ancora da erogare, calcolata su 13 mensilità, sia l’incremento della RPD/CIA, erogato su 12 mensilità.
Un risultato che, pur non soddisfacendo pienamente tutte le aspettative del comparto, rappresenta un passo avanti concreto per il riconoscimento economico del lavoro svolto da docenti e personale scolastico negli ultimi anni.