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Continuità sul Sostegno: oggi si pronuncia il TAR

Oggi il TAR del Lazio si pronuncia su un decreto ministeriale destinato a far discutere: il DM n. 32/2025, che introduce la possibilità per le famiglie di alunni con disabilità

Continuità sul Sostegno: oggi si pronuncia il TAR
  • PublishedMaggio 21, 2025

Oggi il TAR del Lazio si pronuncia su un decreto ministeriale destinato a far discutere: il DM n. 32/2025, che introduce la possibilità per le famiglie di alunni con disabilità di richiedere la conferma del docente di sostegno in servizio nell’anno scolastico precedente.

La misura ha suscitato forti reazioni sindacali. Diverse sigle, tra cui FLC-CGIL, Gilda, ANIEF e UIL Scuola RUA, hanno presentato ricorso, denunciando violazioni del principio di trasparenza nelle procedure di reclutamento e il rischio di snaturare il ruolo del docente di sostegno, che dovrebbe essere figura dell’intera classe e non “ritagliata” sul singolo studente.

❝ Una scuola non è un supermercato ❞

Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda, ha attaccato duramente il provvedimento.

La Gilda ha anche lanciato una petizione per il ritiro della norma, già firmata da oltre 5.000 persone.

I sindacati chiedono piuttosto assunzioni stabili, con la trasformazione delle cattedre in deroga in organico di diritto, per garantire la continuità. La Cisl Scuola, intanto, ha richiesto un incontro urgente al Ministero per chiarimenti sull’applicazione delle nuove regole.

Le associazioni in difesa della norma

Sul fronte opposto, numerose associazioni – tra cui FISH, MOIGE, CONFAD e il Garante della disabilitàdifendono il decreto, definendolo uno strumento di tutela del benessere e della stabilità educativa degli studenti con disabilità.

La FISH ha bollato il ricorso dei sindacati come una “difesa corporativa”, mentre il MOIGE ha espresso incomprensione per l’opposizione, rivendicando il diritto delle famiglie a partecipare attivamente all’educazione dei propri figli.

Anche CONFAD e il Garante della disabilità hanno ribadito che mantenere il docente che ha già instaurato un rapporto positivo con l’alunno favorisce il progresso educativo e l’inclusione.


📆 Come funziona la nuova norma?

Il decreto 32/2025, attuativo del DL 71/2024, prevede che:

  • le famiglie possano fare richiesta di continuità didattica entro il 31 maggio;
  • le scuole comunichino l’esito entro il 15 giugno;
  • sia coinvolto anche il parere dell’alunno.

La misura mira a tutelare gli studenti, ma i sindacati temono derive clientelari, oltre a violazioni dei principi di imparzialità.

Chi potrà ottenere la conferma per il 2025/26?

Il decreto specifica che la continuità didattica potrà essere richiesta per:

a) Docenti specializzati individuati tramite GAE, GPS o interpelli;
b) Docenti non specializzati, ma inseriti in seconda fascia GPS, se assegnati tramite scorrimento;
c) Docenti non specializzati non in GPS seconda fascia, ma individuati tramite graduatorie incrociate.

Le supplenze per l’anno scolastico 2025/26 si concluderanno il 30 giugno o il 31 agosto, a seconda del tipo di posto.

Inclusione o clientelismo?

Il confronto tra le parti resta acceso. Da un lato, le famiglie chiedono continuità e attenzione ai bisogni degli alunni. Dall’altro, i sindacati denunciano il rischio di minare l’equità del sistema scolastico pubblico.

Il TAR sarà oggi chiamato a decidere quale bilanciamento dare tra inclusione, diritto allo studio e trasparenza amministrativa.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011