Carta del Docente, Buondonno (SI–AVS) incalza il Ministero: “Che fine ha fatto?”
Che fine ha fatto la Carta del Docente? È la domanda che Giuseppe Buondonno, responsabile scuola di Sinistra Italiana–Alleanza Verdi e Sinistra, rivolge al Ministero dell’Istruzione, sollevando dubbi e preoccupazioni
Che fine ha fatto la Carta del Docente? È la domanda che Giuseppe Buondonno, responsabile scuola di Sinistra Italiana–Alleanza Verdi e Sinistra, rivolge al Ministero dell’Istruzione, sollevando dubbi e preoccupazioni sui tempi e sul futuro del bonus destinato alla formazione degli insegnanti.
Sul sito del MIM è indicato che “i voucher per l’anno scolastico 2025/2026 saranno disponibili a partire dal mese di gennaio 2026”, precisando che la riattivazione terrà conto delle nuove disposizioni che regolano l’assegnazione e l’utilizzo del contributo, compresa l’estensione della platea dei beneficiari e l’aggiornamento delle spese ammissibili. Una comunicazione che, però, non sembra rassicurare l’esponente di SI–AVS.
In un comunicato diffuso ieri, 19 gennaio, Buondonno sottolinea come della Carta del Docente “da settembre se ne siano perse le tracce”, ricordando l’importanza dello strumento per una categoria che continua a essere tra le meno pagate in Europa. «Se la vogliono cancellare o ridurre – afferma – lo dicano apertamente».
Il responsabile scuola di Sinistra Italiana entra nel dettaglio, ricordando che la Carta non è stata attivata né a settembre, né a dicembre, né – almeno per ora – a gennaio. «Vorremmo porre una semplice domanda al Ministero dell’Istruzione: la Carta del Docente che fine ha fatto?», scrive Buondonno, chiedendo chiarezza sulle intenzioni del Governo.
Secondo l’esponente di AVS, il bonus da 500 euro annui rappresenta un sostegno concreto per l’aggiornamento professionale: viene utilizzato per acquistare libri e riviste, abbonamenti teatrali, software, computer e altri strumenti di lavoro che, osserva, «in un sistema equo dovrebbero essere fiscalmente scaricabili». Da qui l’appello finale al Ministero affinché chiarisca al più presto il destino della misura. «Attendiamo fiduciosi», conclude Buondonno, ma il messaggio politico è netto: i docenti chiedono risposte e certezze.