GPS e GAE

Supplenze Gps 2026, attenzione alla domanda delle 150 preferenze: cosa cambia con i nuovi “posti orario”

C’è tempo fino alle ore 14 del 29 luglio per presentare la domanda per l’assegnazione delle supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche. In questi giorni migliaia di

Supplenze Gps 2026, attenzione alla domanda delle 150 preferenze: cosa cambia con i nuovi “posti orario”
  • PublishedLuglio 20, 2026

C’è tempo fino alle ore 14 del 29 luglio per presentare la domanda per l’assegnazione delle supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche. In questi giorni migliaia di docenti inseriti nelle Graduatorie a esaurimento (GAE) e nelle Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) sono impegnati nella compilazione dell’istanza online, ma quest’anno i dubbi si concentrano soprattutto sulle nuove tipologie di preferenze introdotte dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

A differenza di quanto comunemente si dice, non si tratta della domanda delle “150 scuole”, bensì delle 150 preferenze, che possono riguardare una singola scuola, un comune, un distretto o l’intera provincia. La scelta effettuata incide direttamente sulle possibilità di ottenere un incarico e sulla tipologia di supplenza assegnata.

Le differenze tra COI e COE

Le cattedre orario interne (COI) sono costituite da un posto intero distribuito su due o più scuole dello stesso comune. Diverso è il caso delle cattedre orario esterne (COE), che possono comprendere fino a tre scuole ubicate in non più di due comuni diversi.

Entrambe le tipologie vengono definite dagli Uffici scolastici territoriali nell’organico di diritto o in quello di fatto e sono già previste dalla normativa. Se il docente seleziona anche la disponibilità alle COE, potrà quindi essere assegnato a una cattedra articolata su istituti situati in comuni differenti.

La novità: i “posti orario”

La vera novità della procedura 2026 riguarda invece i posti orario, una tipologia di incarico introdotta per ridurre il numero di spezzoni lasciati alle singole scuole.

I posti orario vengono infatti costituiti dagli Uffici scolastici territoriali aggregando gli spezzoni restituiti dagli istituti dopo che il personale di ruolo ha rinunciato alle ore aggiuntive. Anche in questo caso devono essere rispettati precisi vincoli: il posto può comprendere al massimo tre scuole e interessare non più di due comuni.

Il sistema distingue due diverse opzioni:

  • Posto orario intero, quando l’aggregazione degli spezzoni consente di raggiungere l’orario completo previsto per la classe di concorso.
  • Posto orario non intero, quando il monte ore complessivo rimane inferiore all’orario pieno, ad esempio 12 ore settimanali ottenute dall’unione di due spezzoni.

Cosa valutare prima della scelta

Secondo gli esperti del settore, la selezione dei posti orario richiede particolare attenzione. Al momento della compilazione della domanda, infatti, il docente non conosce ancora come gli Uffici scolastici comporranno questi incarichi, poiché l’operazione viene effettuata solo dopo la conclusione delle procedure interne alle scuole.

La scelta può quindi rivelarsi vantaggiosa, consentendo di ottenere un incarico con un maggior numero di ore anche prima di altri candidati con punteggio superiore che non abbiano espresso la stessa preferenza. Al tempo stesso, però, potrebbe comportare l’assegnazione di un posto parziale o articolato su più sedi, facendo perdere la possibilità di ottenere successivamente una cattedra intera indicata tra le preferenze successive.

Diverso è il caso degli spezzoni, che restano le disponibilità non aggregabili per ragioni organizzative o territoriali e continuano a essere assegnati come incarichi autonomi a chi abbia espresso la relativa disponibilità.

Domanda modificabile fino al 29 luglio

Chi ha già inoltrato l’istanza ma, alla luce delle nuove indicazioni, ritiene di aver effettuato scelte non pienamente consapevoli, può ancora annullare l’invio e modificare la domanda entro la scadenza del 29 luglio alle ore 14.

La procedura informatizzata continua comunque a suscitare critiche tra una parte del personale scolastico, che lamenta l’impossibilità di conoscere in anticipo l’effettiva composizione di alcuni incarichi e chiede un sistema di assegnazione più trasparente e prevedibile rispetto all’attuale algoritmo utilizzato per le supplenze.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011