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Trasparenza sugli stipendi, entrano in vigore le nuove norme Ue. Anief: «Ora colmare il divario salariale nella scuola»

Da oggi diventano operative in Italia le nuove disposizioni sulla trasparenza retributiva introdotte dal decreto di recepimento della direttiva europea sulla parità salariale tra uomini e donne e sulla trasparenza

Trasparenza sugli stipendi, entrano in vigore le nuove norme Ue. Anief: «Ora colmare il divario salariale nella scuola»
  • PublishedGiugno 7, 2026

Da oggi diventano operative in Italia le nuove disposizioni sulla trasparenza retributiva introdotte dal decreto di recepimento della direttiva europea sulla parità salariale tra uomini e donne e sulla trasparenza degli stipendi. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° giugno scorso, si applica ai datori di lavoro pubblici e privati che impiegano lavoratori subordinati, sia a tempo indeterminato sia determinato, compresi i contratti part-time.

Tra le novità più significative figura il diritto per ogni lavoratore di accedere, una volta all’anno, alle informazioni sulle retribuzioni all’interno della propria organizzazione, con dati comparativi utili a verificare l’esistenza di eventuali disparità salariali. La richiesta dovrà ricevere una risposta scritta entro due mesi.

L’obiettivo della normativa è rafforzare gli strumenti di controllo e garantire una maggiore equità nei luoghi di lavoro, contribuendo a ridurre le differenze retributive ancora presenti in diversi settori.

Sul tema è intervenuto il presidente nazionale di Anief, Marcello Pacifico, che ha richiamato l’attenzione sulle condizioni economiche del personale scolastico.

«Nella giornata in cui scattano le norme sulla trasparenza degli stipendi – ha dichiarato Pacifico – diventa ancora più importante creare i presupposti per colmare il divario che caratterizza in negativo le retribuzioni del comparto Scuola. Gli stipendi di docenti e personale Ata risultano sensibilmente inferiori rispetto a quelli di altri comparti del pubblico impiego e restano distanti dalla media europea».

Secondo il sindacato, un docente o un dipendente Ata percepisce mediamente circa mille euro in meno al mese rispetto a un lavoratore delle Funzioni Centrali e registra un ritardo retributivo stimato intorno al 30% rispetto ai colleghi dei principali Paesi dell’Unione Europea.

Anief torna quindi a chiedere un piano straordinario di investimenti per gli oltre 1,3 milioni di lavoratori del settore dell’istruzione. Tra le misure indicate figurano incrementi salariali più consistenti, il ripristino della Carta del docente da 500 euro per tutto il personale, indennità specifiche per chi opera in sedi disagiate e l’introduzione dei buoni pasto per i dipendenti della scuola.

Proprio su quest’ultimo punto il sindacato guarda con interesse al dibattito parlamentare sulla conversione in legge del decreto “Salario giusto”, all’interno del quale è stato presentato un emendamento volto ad estendere i buoni pasto al personale scolastico.

Nel frattempo, Anief ricorda che nel mese di luglio potrebbero essere corrisposti gli arretrati derivanti dal rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro 2025-2027, sottoscritto definitivamente lo scorso 1° aprile. Il sindacato invita il personale a verificare attentamente gli importi ricevuti e la correttezza della ricostruzione della carriera.

Per questo motivo è stata avviata la campagna “Non un euro di meno”, un servizio di consulenza gratuita rivolto a docenti, personale Ata e Dsga, con l’obiettivo di individuare eventuali errori o irregolarità nei conteggi stipendiali e nella valorizzazione del servizio pre-ruolo.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011