Scuolabus e Fondi Tutor: I Sindacati Frenano il Ministero. “Subito il Tavolo Nazionale”
Scoppia una nuova grana al Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM). Al centro dello scontro tra il dicastero di Viale Trastevere e le organizzazioni sindacali c’è la gestione dei nuovi

Scoppia una nuova grana al Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM). Al centro dello scontro tra il dicastero di Viale Trastevere e le organizzazioni sindacali c’è la gestione dei nuovi fondi destinati ai docenti tutor e agli orientatori.
In questi giorni, gli istituti scolastici italiani stanno ricevendo le comunicazioni ufficiali relative all’assegnazione di ulteriori risorse finanziarie per l’esercizio 2026. Si tratta dell’attuazione del Decreto Ministeriale n. 177 del 28 agosto 2026, che mette sul piatto un totale di 16 milioni di euro aggiuntivi. Una notizia all’apparenza positiva, ma che ha subito riacceso la protesta dei rappresentanti dei lavoratori.
La Richiesta Unanime della Fronte Sindacale
Le sigle sindacali rappresentative del comparto – FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, GILDA Unams e ANIEF – hanno fatto fronte comune inviando una richiesta formale di immediata convocazione al Ministero.
La richiesta è chiara: aprire senza indugio il tavolo di contrattazione integrativa nazionale (ai sensi dell’art. 11, c. 4, lett. a10 del CCNL 2022/2024) per sottoscrivere il prescritto accordo (CCNI) relativo all’anno scolastico in corso.
“L’assegnazione diretta dei fondi alle singole scuole, senza un accordo preventivo a livello nazionale, rischia di creare un caos gestionale e forti incertezze applicative tra i dirigenti scolastici e il personale”, trapela dalle organizzazioni sindacali.
Il Nodo delle Economie e dei Criteri di Ripartizione
Il vero nodo della trattativa riguarda la regolamentazione delle risorse. La contrattazione, spiegano i sindacati, non serve soltanto a garantire la trasparenza delle relazioni di lavoro, ma è indispensabile per fissare regole certe su:
- Criteri generali di ripartizione e utilizzo: come e in quale misura assegnare concretamente le somme all’interno dei singoli istituti.
- Gestione delle economie residue: definire come destinare e reimpiegare i fondi avanzati dalle precedenti gestioni o non del tutto utilizzati, un tesoretto che in molte scuole continua ad aumentare a seguito di questi nuovi stanziamenti.
Senza un quadro contrattuale certo approvato a livello centrale, il rischio è che ogni scuola si muova in ordine sparso, con disparità di trattamento per i docenti e ritardi nell’erogazione dei compensi. La palla passa ora al Ministero, da cui si attende a breve una risposta sulla data di convocazione del tavolo.