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Scuola, cresce il contenzioso: Anief rivendica oltre 10 milioni di risarcimenti nei primi quattro mesi del 2026

Il crescente numero di ricorsi promossi dai lavoratori della scuola continua ad alimentare il dibattito tra sindacati e Ministero dell’Istruzione e del Merito. Al centro della discussione ci sono i

Scuola, cresce il contenzioso: Anief rivendica oltre 10 milioni di risarcimenti nei primi quattro mesi del 2026
  • PublishedGiugno 4, 2026

Il crescente numero di ricorsi promossi dai lavoratori della scuola continua ad alimentare il dibattito tra sindacati e Ministero dell’Istruzione e del Merito. Al centro della discussione ci sono i costi sostenuti dall’amministrazione per le cause perse e i diritti rivendicati da docenti e personale Ata davanti ai tribunali del lavoro.

Secondo quanto riportato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, negli ultimi tre anni le spese legali complessive legate al contenzioso scolastico hanno raggiunto i 150 milioni di euro, con una media di circa 50 milioni all’anno. Un dato che, secondo l’amministrazione, è riconducibile in gran parte a un quadro normativo ereditato dal passato che ha prodotto disparità di trattamento tra personale assunto a tempo determinato e personale di ruolo.

Sul tema è intervenuta l’Anief, che in una nota sottolinea il ruolo svolto dal proprio ufficio legale nelle vertenze vinte dai lavoratori della scuola.

«Quasi un terzo dei 150 milioni di euro di spese contestate dall’amministrazione riguarda ricorsi promossi dai legali del nostro sindacato», ha dichiarato il presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico. «Solo nel mese di aprile 2026 i lavoratori della scuola hanno ottenuto oltre 2 milioni di euro grazie alle azioni legali sostenute dall’Anief. Nei primi 120 giorni dell’anno, attraverso 3.344 sentenze favorevoli, i risarcimenti riconosciuti hanno superato i 10 milioni di euro».

Secondo il sindacato, molte delle controversie riguardano questioni ormai consolidate in giurisprudenza, come la mancata monetizzazione delle ferie per i supplenti con contratto fino al 30 giugno, l’esclusione dei precari dalla Carta del docente, il mancato riconoscimento integrale del servizio pre-ruolo ai fini della ricostruzione di carriera e le differenze retributive tra personale a tempo determinato e indeterminato.

Sulla stessa linea l’avvocato Walter Miceli, esperto di contenzioso scolastico, che ha invitato il personale della scuola a verificare eventuali irregolarità nella propria posizione lavorativa attraverso la campagna di consulenza gratuita promossa dal sindacato, denominata “Non un euro di meno”.

Dal canto suo, il Ministero ha evidenziato che dal 2022 sono state eseguite oltre 112 mila sentenze che hanno ampliato la platea dei beneficiari di diversi istituti contrattuali e retributivi. Complessivamente sarebbero stati erogati rimborsi per oltre 184 milioni di euro, relativi a situazioni spesso complesse e riguardanti più annualità di servizio.

Tra i contenziosi più rilevanti figura quello relativo alla Carta del docente per i supplenti. Numerose sentenze favorevoli ai lavoratori si sono basate sugli orientamenti espressi dal Consiglio di Stato, dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea e dalla Corte di Cassazione, che hanno riconosciuto il principio della parità di trattamento tra personale precario e di ruolo.

L’Anief continua inoltre a sostenere iniziative a livello europeo attraverso ricorsi e reclami presentati al Comitato Europeo dei Diritti Sociali, con l’obiettivo di ottenere il pieno riconoscimento dei diritti dei lavoratori della scuola e superare quelle che il sindacato considera ancora oggi disparità ingiustificate.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011