Scontro sulle nuove Indicazioni Nazionali per i Licei: la FLC CGIL critica metodo e impostazione
Si è svolta l’11 maggio 2026 l’audizione delle organizzazioni sindacali del settore istruzione e di alcune associazioni davanti alla Commissione di studio incaricata di elaborare le nuove Indicazioni Nazionali per
Si è svolta l’11 maggio 2026 l’audizione delle organizzazioni sindacali del settore istruzione e di alcune associazioni davanti alla Commissione di studio incaricata di elaborare le nuove Indicazioni Nazionali per i Licei. Al centro del confronto, la revisione dei documenti che definiscono obiettivi e indirizzi culturali e didattici della scuola secondaria di secondo grado.
Durante l’incontro, la FLC CGIL ha espresso una netta contrarietà sia rispetto all’impianto generale della riforma sia al metodo adottato dalla Commissione. Secondo il sindacato, le audizioni sarebbero state impostate su “domande stimolo” riferite a un documento già ampiamente definito, lasciando poco spazio a un reale confronto. Diverse altre sigle sindacali, invece, sarebbero risultate assenti oppure avrebbero espresso valutazioni sostanzialmente favorevoli.
Nel corso dell’audizione, la FLC CGIL ha sottolineato come la revisione delle Indicazioni Nazionali debba rappresentare l’occasione per una riflessione più ampia sul ruolo del sistema di istruzione secondaria, sulla funzione formativa del liceo e sul rapporto tra scuola, discipline e società. Una discussione ritenuta ancora più urgente alla luce della parallela proposta di riforma degli Istituti tecnici, contestata da parte del mondo della scuola.
Il sindacato ha inoltre chiesto al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, di chiarire quale sia la diversa missione formativa attribuita ai licei e agli istituti tecnici all’interno del nuovo assetto scolastico.
Critiche anche sul percorso di consultazione avviato dal Ministero. Secondo la FLC CGIL, la riscrittura di documenti così rilevanti avrebbe dovuto essere preceduta da un ampio confronto con il personale scolastico, che negli ultimi quindici anni ha applicato e sperimentato le Indicazioni Nazionali nelle attività educative e didattiche quotidiane. Le audizioni e i questionari inviati alle scuole vengono invece giudicati dal sindacato come strumenti “formali” all’interno di un iter già deciso.
Al termine dell’incontro, la FLC CGIL ha annunciato di aver presentato una memoria scritta contenente le proprie osservazioni e richieste. Il sindacato ha inoltre domandato un incontro urgente con il ministro Valditara, con il Capo Dipartimento Carmela Palumbo e con la Direttrice generale per gli ordinamenti Antonella Tozza, per approfondire gli aspetti politici e organizzativi legati alla revisione delle Indicazioni Nazionali.