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Percorsi sperimentali “4+2”, il TAR Sardegna annulla l’attivazione in un istituto di Sassari

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna ha annullato, con una sentenza del 23 maggio 2026, gli atti che avevano portato all’attivazione del percorso sperimentale integrato “4+2” in un istituto scolastico

Percorsi sperimentali “4+2”, il TAR Sardegna annulla l’attivazione in un istituto di Sassari
  • PublishedGiugno 4, 2026

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna ha annullato, con una sentenza del 23 maggio 2026, gli atti che avevano portato all’attivazione del percorso sperimentale integrato “4+2” in un istituto scolastico di Sassari. La decisione è arrivata dopo il ricorso presentato da alcuni componenti del Collegio dei docenti e rappresenta un importante precedente sul ruolo degli organi collegiali nelle scelte che riguardano l’offerta formativa delle scuole.

Al centro del contenzioso vi era la richiesta di attivazione della filiera formativa tecnologico-professionale, approvata esclusivamente attraverso una delibera del Consiglio d’Istituto senza il coinvolgimento deliberativo del Collegio dei docenti.

Nelle motivazioni della sentenza, i giudici amministrativi hanno evidenziato criticità nelle modalità con cui la dirigenza scolastica ha gestito l’iter di approvazione del nuovo percorso. Secondo il TAR, non sarebbe stato garantito al Collegio dei docenti un adeguato confronto sulle scelte organizzative e didattiche, impedendo di fatto il necessario contraddittorio e compromettendo il corretto svolgimento del procedimento previsto dalla normativa.

La pronuncia rafforza la posizione sostenuta dalla FLC CGIL, che da tempo rivendica il ruolo deliberante del Collegio dei docenti in materia di funzionamento didattico dell’istituto, come previsto dall’Decreto Legislativo 297/1994. Un ruolo che, secondo il sindacato, è stato ulteriormente definito con l’introduzione dell’autonomia scolastica attraverso il DPR 275/1999 e confermato anche dalla Legge 107/2015.

Per la FLC CGIL, l’attivazione di nuovi percorsi formativi all’interno delle istituzioni scolastiche deve necessariamente passare attraverso la doppia approvazione del Collegio dei docenti e del Consiglio d’Istituto, garantendo così la partecipazione dell’intera comunità educante alle decisioni che incidono sull’organizzazione didattica e sulle scelte curriculari.

La sentenza sottolinea inoltre che, in procedimenti di particolare rilevanza strategica come quelli relativi alla filiera tecnologico-professionale, il Collegio dei docenti deve poter esercitare pienamente le proprie prerogative, partecipando al confronto e alla valutazione delle proposte prima dell’adozione degli atti definitivi.

Sul tema resta aperto anche un altro fronte. La FLC CGIL ha infatti impugnato il Decreto Ministeriale n. 221 del 14 novembre 2025, che disciplina il consolidamento e lo sviluppo della filiera formativa tecnologico-professionale. Secondo il sindacato, il provvedimento non valorizzerebbe adeguatamente il ruolo degli organi collegiali, esponendo le scuole al rischio di adottare atti successivamente dichiarati illegittimi, come avvenuto nel caso esaminato dal TAR Sardegna.

La decisione dei giudici amministrativi potrebbe ora avere ripercussioni anche su altre procedure analoghe avviate negli istituti scolastici italiani, riaprendo il dibattito sul rapporto tra autonomia scolastica, ruolo della dirigenza e partecipazione democratica degli organi collegiali.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011