Nuovi istituti tecnici, il Ministero taglia le ore di autonomia. Ma la Cisl Scuola incalza: “Azzerare le compresenze”
Un nuovo tassello si aggiunge al puzzle della riforma degli istituti tecnici. Nella giornata di martedì 13 ottobre si è svolto al Ministero dell’Istruzione e del Merito l’incontro previsto dall’intesa

Un nuovo tassello si aggiunge al puzzle della riforma degli istituti tecnici. Nella giornata di martedì 13 ottobre si è svolto al Ministero dell’Istruzione e del Merito l’incontro previsto dall’intesa dello scorso 8 aprile, convocato per fare il punto sulle novità introdotte dal recente Decreto-legge 170/2026. Al centro del tavolo, la drastica revisione delle ore destinate all’autonomia delle singole istituzioni scolastiche e la conseguente riscrittura dei quadri orari nazionali.
Il Ministero ha illustrato ai rappresentanti sindacali la nuova struttura curricolare prevista dal decreto, che dispone una netta riduzione delle ore di autonomia. Nel biennio si assisterà all’azzeramento totale della quota d’autonomia, con le ore che verranno riassegnate alle discipline di base per gli indirizzi economici e alle scienze sperimentali per quelli tecnologico-ambientali. La sforbiciata proseguirà poi nel triennio, dove la quota settimanale scenderà da tre a due ore nelle classi terze e quarte, e da sette a tre ore nella classe quinta.
Viale Trastevere ha annunciato che è in corso la stesura di un apposito Decreto Ministeriale per aggiornare il D.M. 29, il provvedimento che disciplina la distribuzione delle ore tra le varie discipline. Parallelamente si lavora al completamento delle nuove Linee Guida, che ingloberanno le prime indicazioni fornite a inizio anno scolastico.
La Cisl Scuola ha preso atto del ridimensionamento dell’autonomia, una misura che va nella direzione auspicata dal fronte sindacale, ma ha ribadito che il passo non è ancora sufficiente. Nel corso del vertice, la sigla ha chiesto con forza un ulteriore intervento in sede di conversione del decreto-legge per azzerare in via generale le quote di compresenza. Secondo il sindacato, l’azzeramento è l’unico strumento in grado di garantire il pieno recupero delle ore per alcune classi di concorso, come Geografia, Scienze e tecnologie delle costruzioni e Seconda lingua comunitaria, apparse ingiustificatamente penalizzate dalla riforma.
La Cisl Scuola ha inoltre ricordato che gli istituti tecnici dispongono già dei necessari spazi di flessibilità per rispondere alle esigenze delle filiere produttive locali. Qualora l’azzeramento delle compresenze non dovesse passare, il sindacato ha sollecitato l’introduzione di classi di concorso atipiche e apposite clausole di salvaguardia, indispensabili per evitare un’ondata di docenti soprannumerari e tutelare la continuità didattica.
Il Ministero sta ultimando la ridistribuzione delle ore tagliate tra le diverse classi di concorso. L’operazione dovrebbe concludersi entro due settimane, al termine delle quali le parti si riaggiorneranno per un nuovo confronto sui dettagli applicativi.