Calendario scolastico e turismo, la proposta della ministra Santanchè accende il dibattito: dure le reazioni dei sindacati
Sta facendo discutere in questi giorni la proposta avanzata dalla ministra del Turismo, Daniela Santanchè, che ha ipotizzato una rimodulazione del calendario scolastico per andare incontro alle esigenze dei territori
Sta facendo discutere in questi giorni la proposta avanzata dalla ministra del Turismo, Daniela Santanchè, che ha ipotizzato una rimodulazione del calendario scolastico per andare incontro alle esigenze dei territori e favorire i flussi turistici interni. L’idea, che prevede l’introduzione di ulteriori giorni di chiusura o lo slittamento dell’inizio e della fine delle lezioni, ha suscitato reazioni immediate e fortemente critiche da parte delle organizzazioni sindacali della scuola.
A esprimere una netta contrarietà è stata la FLC CGIL, che ha parlato di una proposta segno di una scarsa conoscenza della complessità del sistema scolastico pubblico. Secondo il sindacato, interventi di questo tipo non tengono conto di una serie di adempimenti fondamentali, come scrutini, esami di Stato, definizione degli organici, mobilità del personale e attività propedeutiche all’avvio dell’anno scolastico, che necessitano di tempi certi e di una gestione unitaria a livello nazionale. La FLC CGIL ha inoltre ricordato che le Regioni dispongono già della facoltà di deliberare il calendario scolastico nel rispetto dei 200 giorni minimi di lezione, mentre le singole istituzioni scolastiche possono introdurre adattamenti legati all’offerta formativa. In questo contesto, la proposta della ministra viene definita una soluzione semplicistica e inadeguata, che rischia di frammentare il sistema senza offrire reali benefici al turismo, settore che avrebbe invece bisogno di interventi strutturali per la valorizzazione del patrimonio culturale. Il sindacato auspica infine che l’ipotesi venga presto accantonata dal ministro dell’Istruzione Valditara, ribadendo la propria opposizione a soluzioni estemporanee che potrebbero compromettere l’unitarietà del sistema scolastico.
Toni altrettanto duri sono arrivati dalla Gilda degli Insegnanti. In un video diffuso sui social, il coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana ha criticato la proposta definendola avanzata da chi non conosce la realtà quotidiana della scuola. Castellana ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà strutturali degli edifici scolastici, tra riscaldamenti insufficienti in inverno e classi prive di climatizzazione nei mesi estivi, sottolineando come la ministra dimostri di ignorare anche gli aspetti organizzativi del sistema. Secondo la Gilda, in Italia vige l’autonomia scolastica e neppure il Ministero può imporre un calendario unico, poiché la programmazione è affidata alle Regioni e, di fatto, alle singole scuole. Da anni, infatti, alcuni istituti anticipano l’inizio delle lezioni per poi rimodulare i giorni nel corso dell’anno. “Lasciamo che a parlare di scuola sia chi la scuola la vive”, ha concluso Castellana.