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Via libera del CSPI alla sperimentazione del “Liceo Matematico”: parere unanime sul nuovo progetto didattico

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI), riunito in adunanza plenaria il 29 maggio in modalità telematica, ha espresso all’unanimità il proprio parere sullo schema di decreto ministeriale relativo all’autorizzazione

Via libera del CSPI alla sperimentazione del “Liceo Matematico”: parere unanime sul nuovo progetto didattico
  • PublishedGiugno 1, 2026

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI), riunito in adunanza plenaria il 29 maggio in modalità telematica, ha espresso all’unanimità il proprio parere sullo schema di decreto ministeriale relativo all’autorizzazione del progetto di innovazione metodologico-didattica denominato “Liceo Matematico”, previsto dall’articolo 11 del D.P.R. n. 275 del 1999.

Nel documento, il Consiglio ha formulato osservazioni, considerazioni e proposte di modifica, soffermandosi sia sull’impianto generale del provvedimento sia sui contenuti dei singoli articoli e dei relativi allegati.

Secondo quanto evidenziato dal CSPI, il decreto prevede l’avvio della sperimentazione a partire dall’anno scolastico 2026/2027. Il progetto coinvolgerà inizialmente cento istituzioni scolastiche e sarà attivato nelle classi prime per una durata di cinque anni.

L’organismo consultivo ha sottolineato come il “Liceo Matematico” non debba essere interpretato come un semplice potenziamento dell’insegnamento della matematica, bensì come una proposta innovativa finalizzata a ridefinire il ruolo della disciplina all’interno della formazione liceale. L’obiettivo è valorizzare la matematica nella sua dimensione culturale, formativa e interdisciplinare, favorendo il dialogo con altri ambiti del sapere.

Particolare attenzione viene riservata alle metodologie didattiche previste dal progetto. Il modello proposto privilegia infatti attività laboratoriali e partecipative, nelle quali gli studenti sono chiamati a discutere, formulare ipotesi, argomentare, verificare risultati e collaborare alla soluzione di problemi complessi. Il concetto di laboratorio, viene precisato, non coincide necessariamente con uno spazio fisico dedicato, ma rappresenta una modalità di apprendimento basata sul confronto, sulla sperimentazione e sulla costruzione condivisa delle conoscenze.

Pur esprimendo una valutazione complessivamente favorevole, il CSPI ha avanzato alcune osservazioni ritenute necessarie per migliorare il testo del decreto. In particolare, il Consiglio suggerisce di esplicitare in modo più chiaro le finalità della sperimentazione metodologico-didattica e di fornire maggiori chiarimenti riguardo alle dotazioni organiche necessarie per l’attuazione del progetto, specificando in quale misura le ore aggiuntive previste rientrino nelle risorse regionali disponibili.

Tra le raccomandazioni figura anche la necessità di garantire che i processi di innovazione didattica siano accompagnati da adeguate tutele per gli studenti con disabilità, nel rispetto dei principi di inclusione, pari opportunità e non discriminazione sanciti dalla normativa vigente.

Infine, il CSPI propone una modifica terminologica che punta a rafforzare l’impostazione interdisciplinare dell’iniziativa: sostituire il termine “moduli” con “percorsi”, ritenuto più coerente con la progettazione educativa e con la natura innovativa della sperimentazione.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011