Insegnanti

Sostegno scolastico, aumentano gli insegnanti ma restano carenze e ritardi nelle nomine

Cresce il numero degli insegnanti di sostegno nelle scuole italiane, ma persistono problemi legati alla carenza di personale specializzato e ai ritardi nelle assegnazioni. È quanto emerge dal rapporto sull’inclusione

Sostegno scolastico, aumentano gli insegnanti ma restano carenze e ritardi nelle nomine
  • PublishedMaggio 31, 2026

Cresce il numero degli insegnanti di sostegno nelle scuole italiane, ma persistono problemi legati alla carenza di personale specializzato e ai ritardi nelle assegnazioni. È quanto emerge dal rapporto sull’inclusione scolastica pubblicato da ISTAT.

Nell’anno scolastico 2024/2025 i docenti di sostegno impiegati nelle scuole italiane hanno superato quota 261mila. Di questi, quasi 250mila operano nella scuola statale, secondo i dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito, mentre oltre 11mila lavorano nelle scuole non statali. Rispetto all’anno precedente si registra un incremento complessivo del 6%.

A livello nazionale, il rapporto tra alunni con disabilità e insegnanti di sostegno risulta migliore rispetto a quanto previsto dalla normativa. Nella scuola statale il rapporto è pari a 1,4 alunni per docente, mentre nelle scuole non statali sale a 1,8. La Legge 244/2007 raccomanda invece un rapporto massimo di due alunni per ogni insegnante di sostegno.

Ogni studente con disabilità beneficia mediamente di 15,8 ore settimanali di sostegno, in aumento rispetto alle 15,3 ore registrate nell’anno scolastico 2021/2022. Il numero di ore è più elevato nella scuola dell’infanzia e nella primaria, dove si arriva rispettivamente a 21,1 e 17,2 ore settimanali, mentre diminuisce nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, attestandosi a 13,6 ore.

Aumentano i docenti specializzati

Prosegue anche la crescita degli insegnanti specializzati nel sostegno. Nell’ultimo anno scolastico la quota di docenti con formazione specifica è passata dal 73% al 78%, consolidando un trend positivo iniziato nel 2019/2020, quando la percentuale era pari al 63%.

Resta tuttavia elevato il numero di insegnanti privi di specializzazione: circa il 22% del totale, pari a 57mila docenti. Si tratta prevalentemente di insegnanti curricolari assegnati al sostegno per sopperire alla mancanza di personale qualificato.

Il fenomeno risulta particolarmente diffuso nel Nord Italia, dove i docenti non specializzati rappresentano il 32% del totale, contro l’11% registrato nelle scuole del Mezzogiorno. Le maggiori criticità si riscontrano nella scuola dell’infanzia e nella primaria, dove gli insegnanti senza formazione specifica raggiungono rispettivamente il 27% e il 28%. Nelle scuole secondarie di secondo grado la quota scende invece al 10%.

Ritardi nelle assegnazioni

Permangono inoltre ritardi nelle nomine del personale. All’avvio dell’anno scolastico 2024/2025 oltre il 22% dei docenti di sostegno non era ancora stato assegnato. A un mese dall’inizio delle lezioni il 10% dei posti risultava ancora vacante.

Anche in questo caso le maggiori difficoltà si registrano nella scuola dell’infanzia e nella primaria, dove la percentuale di docenti non assegnati a inizio anno raggiunge rispettivamente il 27% e il 25%.

Le criticità risultano più marcate soprattutto nelle regioni del Nord, dove i ritardi nelle convocazioni interessano oltre un docente di sostegno su quattro.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011