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Indicazioni nazionali per il primo ciclo

Indicazioni nazionali per il primo ciclo: il CSPI approva con riserve sostanziali Il Consiglio di Stato ha espresso parere favorevole sulle nuove Indicazioni per la scuola dell’infanzia e del primo

Indicazioni nazionali per il primo ciclo
  • PublishedNovembre 17, 2025

Indicazioni nazionali per il primo ciclo: il CSPI approva con riserve sostanziali

Il Consiglio di Stato ha espresso parere favorevole sulle nuove Indicazioni per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione, ma lo fa ponendo una serie di limiti e osservazioni che ne ridimensionano il via libera. Pur riconoscendo le modifiche introdotte dal Ministero, il supremo organo consultivo sottolinea criticità metodologiche e concettuali che potrebbero incidere sull’applicazione concreta del documento nelle scuole.

Modifiche accolte dal Ministero

Dal parere definitivo emerge che alcune proposte formulate dal Consiglio di Stato nella precedente fase interlocutoria sono state recepite. Tra queste:

  • la trasmissione del testo alla Corte dei conti per il visto e la registrazione;
  • il riconoscimento che le nuove Indicazioni sostituiscono integralmente quelle del 2012;
  • la rimozione del termine “cittadini” in riferimento all’obbligo d’istruzione, per coerenza con l’articolo 34 della Costituzione.

Proposte respinte

Altre indicazioni non sono state invece accolte. Emblematico il caso della parola “pretesti”, mantenuta dal Ministero come sinonimo di “occasioni educative”, mentre il Consiglio di Stato suggeriva di trasformarla in “pre-testi” per aumentarne la chiarezza pragmatica. È uno dei segnali della divergenza interpretativa che emerge nella valutazione complessiva del testo.

Il Consiglio di Stato osserva infatti che nelle Indicazioni permane un ricorso eccessivo a concetti indeterminati, spesso privi di effettiva traducibilità normativa.

Osservazioni generali: rischio di eccesso programmatorio e linguaggio poco chiaro

Il parere dedica ampio spazio a criticità di carattere generale:

  • Le Indicazioni, per struttura e formulazione, somigliano più a programmi ministeriali che a linee guida, ponendo vincoli uniformanti poco compatibili con l’autonomia delle istituzioni scolastiche.
  • L’uso massiccio di meta-linguaggio riduce la chiarezza e rischia di gravare scuole e docenti di responsabilità interpretative difficili da sostenere nella pratica.
  • Molte enunciazioni risultano enfatiche e non accompagnate da strumenti regolatori per attuarle.
  • Alcuni concetti — come “contesti non formali e informali” o “comunità educante” — sono ampi o vaghi e non chiariscono ruoli e funzioni dei soggetti coinvolti.
  • Il riferimento alla “cittadinanza globale” viene giudicato al tempo stesso vago e eccessivamente retorico.

Osservazioni didattiche: obiettivi poco definiti e ambizioni difficili da realizzare

Il Consiglio di Stato affronta anche questioni di natura pedagogica e organizzativa.

Progettazione e curricolo

Il modello UDL (Universal Design for Learning) è giudicato eccessivamente enfatizzato: manca la definizione di strumenti e norme che ne permettano l’attuazione reale.
Gli “obiettivi generali” e “specifici” risultano talvolta incoerenti tra loro, con formulazioni generali laddove ci si attenderebbero indicazioni più puntuali e normative.

Il curricolo, definito come “dispositivo per pensare l’insegnamento”, implica un cambio di paradigma che valorizza le conoscenze, ma non chiarisce del tutto i meccanismi applicativi.

Competenze vs conoscenze

Le Indicazioni pongono la competenza come principale esito formativo, ma — osserva il Consiglio di Stato — ciò rischia di oscurare il ruolo fondativo delle conoscenze, da cui le competenze stesse dipendono.

Collaborazioni educative e neutralità della scuola

Il riferimento all’azione congiunta della scuola con famiglia e “altre formazioni sociali” è considerato potenzialmente problematico: potrebbe creare una negoziazione continua con soggetti esterni, mettendo in discussione la neutralità del servizio pubblico d’istruzione.

Scuola dell’infanzia e digital divide

Mancano dati valutativi per la scuola dell’infanzia (non coperta da prove INVALSI) e non è definita una strategia concreta per affrontare il digital divide, più volte citato ma non normativamente supportato.

Discipline specifiche

  • Italiano: l’obiettivo di formare integralmente la persona viene ritenuto eccessivamente ambizioso e potenzialmente fuorviante rispetto al ruolo della scuola.
  • Latino: riconosciuto come strumento metacognitivo utile, ma proposto come disciplina opzionale senza chiarimenti su orari e classi di concorso.
  • Arte e immagine: gli obiettivi formativi sono giudicati molto elevati rispetto all’età degli studenti.
  • STEM e pensiero computazionale: le finalità sembrano orientate più alla formazione di “cittadini pronti alla transizione ecologica e digitale” che allo sviluppo critico; manca un approccio realmente mediato e contestualizzato.
  • Geografia: l’approccio alla “transcalarità” richiede competenze molto avanzate, difficilmente già in possesso dei docenti della primaria.

Un parere favorevole, ma colmo di preoccupazioni

In conclusione, il Consiglio di Stato conferma il proprio parere favorevole, ma evidenzia una forte preoccupazione per il linguaggio enfatico e poco definito delle Indicazioni. Ciò rischia di compromettere l’obiettivo dichiarato dal Ministero: fornire ai docenti un chiaro quadro di riferimento per la progettazione del curricolo verticale.

Le scelte terminologiche, l’indeterminatezza concettuale e la mancanza di strumenti attuativi potrebbero tradursi, nella pratica scolastica, in dubbi applicativi e in un aumento delle responsabilità a carico delle istituzioni educative.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011