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Pnrr3, come funziona la riserva del 30%

Con la pubblicazione dei nuovi bandi ministeriali per il reclutamento dei docenti della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria, cresce l’attesa tra i tanti insegnanti precari che da anni attendono una

Pnrr3, come funziona la riserva del 30%
  • PublishedOttobre 13, 2025

Con la pubblicazione dei nuovi bandi ministeriali per il reclutamento dei docenti della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria, cresce l’attesa tra i tanti insegnanti precari che da anni attendono una stabilizzazione. Tra i punti più discussi c’è la riserva del 30% dei posti prevista per chi ha già maturato almeno tre anni di servizio nelle scuole statali: una misura pensata per premiare l’esperienza sul campo, ma che presenta regole stringenti e non poche incognite.

Cosa prevede la norma

La riserva è disciplinata dal decreto-legge n. 73 del 2021, convertito nella legge 106/2021. L’articolo 59, comma 10-bis, stabilisce che in tutti i concorsi banditi durante l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) venga riservato il 30% dei posti ai candidati con almeno tre anni di servizio nella scuola statale, svolti nei dieci anni precedenti il bando, anche se non consecutivi.

Attenzione, però: almeno uno di questi anni deve riferirsi alla specifica classe di concorso o tipologia di posto per cui si concorre, e il servizio deve essere stato prestato per almeno 180 giorni o in modo continuativo dal 1° febbraio fino al termine delle attività didattiche.

Come funziona la ripartizione dei posti

La riserva non si applica in modo generico, ma è calcolata per ciascuna regione, classe di concorso e tipologia di posto. Inoltre, può essere attivata solo quando i posti banditi sono almeno quattro. Questo significa che in presenza di un numero limitato di cattedre, il beneficio potrebbe non trovare applicazione.

Il diritto alla riserva viene effettivamente verificato solo dopo la pubblicazione delle graduatorie finali, e non garantisce in automatico l’assunzione: è necessario comunque superare tutte le prove previste dal concorso – scritta, orale ed eventuale prova pratica – e rientrare nel contingente del 30% previsto.

Merito e riserva: un equilibrio delicato

Importante sottolineare che la riserva non scavalca i criteri di merito. In caso di un numero di candidati idonei superiore ai posti riservati, prevale l’ordine del punteggio ottenuto. In altre parole, tra coloro che hanno diritto alla riserva, avranno la precedenza i candidati con il punteggio più alto.

Un equilibrio pensato per riconoscere il valore dell’esperienza, ma senza compromettere la trasparenza e l’imparzialità della selezione pubblica.

Un’occasione attesa da migliaia di insegnanti

La misura rappresenta un’opportunità concreta per migliaia di precari che da anni lavorano nella scuola senza una prospettiva stabile. Ma come spesso accade in questi casi, la burocrazia e la complessità delle regole possono generare confusione.

Resta quindi fondamentale per i candidati informarsi con attenzione, verificare i requisiti nel dettaglio e monitorare con precisione le scadenze e i bandi pubblicati sul portale ministeriale.

Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011