Esami integrativi nella scuola secondaria di secondo grado: pubblicata l’ordinanza ministeriale
Cambiare percorso scolastico alle superiori diventa più semplice nei primi anni, ma si stringono le maglie per chi cerca di passare dai percorsi tradizionali a quelli quadriennali nel triennio finale.

Cambiare percorso scolastico alle superiori diventa più semplice nei primi anni, ma si stringono le maglie per chi cerca di passare dai percorsi tradizionali a quelli quadriennali nel triennio finale. È quanto stabilisce l’Ordinanza Ministeriale n. 163 del 7 agosto 2026, firmata dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e pubblicata dal MIM l’11 settembre 2026, accompagnata da una nota sintetica a cura della dott.ssa Carmela Palumbo.
Il provvedimento ridisegna integralmente la disciplina dei passaggi di indirizzo e degli esami integrativi per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado. Ecco quali sono le novità principali.
Primo biennio: niente più esami, basta un colloquio
La vera svolta riguarda gli studenti del primo e del secondo anno. Per chi si accorge di aver sbagliato scelta al momento dell’iscrizione, l’iter viene notevolmente sveltito: entro il 31 gennaio di ciascun anno si potrà chiedere il trasferimento a un altro percorso o indirizzo, inserendosi nella classe corrispondente a quella già frequentata.
La grande novità è l’abolizione delle prove d’ingresso per i primi due anni. Al loro posto è previsto un semplice colloquio orientativo presso la scuola di destinazione, focalizzato in particolare sulle materie non previste nell’indirizzo di provenienza. Spetterà poi all’istituto ricevente predisporre specifici interventi didattici integrativi per consentire allo studente di colmare i gap di competenze.
Unica eccezione: nei licei musicali e coreutici le prove pratiche di verifica restano obbligatorie per accertare le attitudini tecniche.
Dal terzo anno restano gli esami integrativi
Diverso il discorso per gli anni successivi al primo biennio. A partire dal terzo anno, il cambio di indirizzo o di opzione continuerà a richiedere il superamento di veri e propri esami integrativi, limitati alle sole discipline (o parti di esse) non studiate nel percorso originario.
Le prove si terranno in una sessione speciale unica, da concludersi inderogabilmente prima dell’inizio delle lezioni del nuovo anno scolastico. A definire il calendario sarà il dirigente scolastico, sentito il Collegio dei docenti. La commissione esaminatrice sarà composta da almeno tre insegnanti in modo da coprire tutte le materie oggetto d’esame.
Filiera tecnologico-professionale e quadriennali: stop al passaggio “in corsa” dai 5 ai 4 anni
Ampio spazio nell’ordinanza è dedicato al passaggio tra i percorsi quadriennali (compresa la nuova filiera tecnologico-professionale) e quelli tradizionali quinquennali.
Se nel primo biennio il passaggio dal quadriennale al quinquennale segue le regole generali e il percorso inverso richiede solo l’approvazione del Consiglio di classe ricevente, dal secondo biennio scatta il blocco definitivo: non sarà mai consentito il passaggio da un percorso di 5 anni a uno di 4.
Chi invece vorrà passare da un quadriennale a un quinquennale nel triennio finale dovrà comunque sostenere gli esami integrativi.
Scuole straniere ed esclusioni
L’ordinanza detta regole chiare anche per chi proviene da istituti esteri (o scuole straniere in Italia):
- Gli studenti non più soggetti all’obbligo di istruzione dovranno sostenere esami integrativi sulle materie difformi rispetto all’ordinamento italiano.
- Per chi è ancora in età d’obbligo, si applicheranno le norme del DPR 394/1999 (art. 45, c. 2).
Infine, il Ministero chiarisce che il nuovo regolamento non si applica ai corsi di secondo livello per l’istruzione degli adulti, che mantengono la propria disciplina specifica.