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Scuola e Intelligenza Artificiale, l’Italia a due velocità: la Calabria maglia nera per le aule informatiche

L’Intelligenza Artificiale entra con prepotenza nelle vite e nello studio degli adolescenti italiani, ma la possibilità di conoscerla, utilizzarla e gestirla in modo critico non è uguale per tutti. A

Scuola e Intelligenza Artificiale, l’Italia a due velocità: la Calabria maglia nera per le aule informatiche
  • PublishedSettembre 9, 2026
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L’Intelligenza Artificiale entra con prepotenza nelle vite e nello studio degli adolescenti italiani, ma la possibilità di conoscerla, utilizzarla e gestirla in modo critico non è uguale per tutti. A lanciare l’allarme è il nuovo mini dossier dell’Osservatorio sulla povertà educativa dal titolo “Intelligenza artificiale, una sfida educativa”, promosso da Con i bambini e Openpolis.

Il report traccia una mappa impietosa dei divari infrastrutturali ed educativi della Penisola, dove la carenza di laboratori d’informatica rischia di trasformare l’innovazione tecnologica nell’ennesimo fattore di emarginazione e povertà educativa.

La Calabria tra i fanalini di coda d’Italia

La situazione appare particolarmente critica nel Mezzogiorno e, in modo specifico, in Calabria. Nella regione soltanto il 27,2% degli edifici scolastici statali dispone di un’aula d’informatica (dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito relativi all’A.S. 2024/25). Un dato che posiziona il territorio calabrese al penultimo posto in Italia, davanti solo al Lazio (25,4%) e ben al di sotto della media nazionale, già di per sé deludente, pari al 40,7%.

Il divario si fa ancora più profondo osservando i dati delle singole province e dei capoluoghi calabresi:

  • Catanzaro e Cosenza: Nei due capoluoghi di provincia, la presenza di aule informatiche dichiarate nelle scuole precipita rispettivamente al 5,4% e al 6,6%, cifre vertiginosamente lontane da realtà virtuose del Nord come Pavia (91,4%), Modena (87,7%) e Aosta (82,1%).
  • Crotone: La provincia registra appena il 15,5% di strutture dotate di laboratorio.
Aule informatiche nelle scuole statali (A.S. 2024/25)% Edifici dotati
Toscana (Prima in Italia)60,0%
Media Nazionale40,7%
Calabria27,2%
Lazio (Ultimo in Italia)25,4%

Dal centro alle periferie: l’isolamento digitale

L’analisi mette in luce come il digital divide non sia solo una questione tra Nord e Sud, ma riguardi anche la vicinanza ai grandi centri urbani. Nei comuni definiti “polo”, il 41% delle scuole dispone di un laboratorio d’informatica; la percentuale scende progressivamente fino ad arrivare ad appena il 33,8% nei comuni ultraperiferici. La distanza geografica si traduce così in una minore disponibilità di strumenti tecnologici per gli studenti.

Italia terzultima in Europa per uso consapevole dell’IA

Il gap infrastrutturale si riflette inevitabilmente sulle competenze dei ragazzi. In Europa, il 66,4% dei giovani tra i 16 e i 19 anni utilizza applicativi di IA generativa per lo studio e la vita quotidiana. L’Italia si attesta invece al terzultimo posto nell’Unione Europea con il 51,9%.

A preoccupare gli esperti non è solo la minore diffusione, ma l’analfabetismo digitale di ritorno: tra gli adolescenti italiani che non usano l’IA, l’8,6% dichiara di non farlo semplicemente perché non saprebbe come utilizzarla (a fronte di una media UE del 7,3%).

Dalla fruizione passiva alla cittadinanza attiva

Senza una guida adeguata, il rischio è che l’IA generativa porti a un appiattimento delle competenze già fragili, esponendo i giovani a pericoli come la disinformazione, i problemi di privacy e le cosiddette “allucinazioni” dei software (ossia le risposte errate o inventate fornite come attendibili).

«L’impatto dell’intelligenza artificiale sulla povertà educativa è una questione eminentemente pedagogica e sociale, prima ancora che tecnologica», evidenzia il report. Occorre un piano coordinato che veda insieme scuola, famiglie e terzo settore per formare adeguatamente i docenti e adeguare le strutture.

Sulla stessa linea d’onda l’allarme lanciato da Marco Rossi-Doria, presidente di Con i bambini: «Il divario storico aggiunto a quello contemporaneo rischia di trasformare l’IA in un formidabile moltiplicatore delle disuguaglianze. La vera sfida è trasformare i ragazzi da utenti passivi a cittadini consapevoli, capaci di padroneggiare queste tecnologie in modo critico e autonomo».

Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011