Edilizia scolastica, Corte dei conti: investimenti in calo e fondi inutilizzati. Flc Cgil: “Serve un piano straordinario per la sicurezza delle scuole”
La relazione della Corte dei conti sul Rendiconto generale dello Stato 2025 restituisce un quadro fortemente critico dell’edilizia scolastica italiana, confermando le preoccupazioni espresse da tempo dalla Flc Cgil sullo
La relazione della Corte dei conti sul Rendiconto generale dello Stato 2025 restituisce un quadro fortemente critico dell’edilizia scolastica italiana, confermando le preoccupazioni espresse da tempo dalla Flc Cgil sullo stato di sicurezza degli edifici destinati a studenti e personale scolastico.
Secondo il sindacato, il tema della sicurezza continua a non essere affrontato con la continuità e gli investimenti necessari, nonostante rappresenti una delle priorità strategiche indicate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. I dati della magistratura contabile mostrano infatti una realtà caratterizzata da investimenti in diminuzione, ritardi negli interventi e una limitata capacità di utilizzare le risorse disponibili.
Investimenti in calo
La Corte dei conti evidenzia una riduzione degli investimenti pari a 307 milioni di euro, con un calo del 20% rispetto al 2024. Anche il Fondo unico per l’edilizia scolastica registra una contrazione di 204 milioni di euro. Sebbene nel corso dell’anno le risorse vengano in parte reintegrate attraverso variazioni di bilancio, fino a raggiungere uno stanziamento definitivo di 1,24 miliardi di euro per il programma Edilizia scolastica e sicurezza nelle scuole, permangono significative difficoltà nella gestione della spesa.
Sicurezza degli edifici ancora lontana dagli standard necessari
L’aggiornamento dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica conferma un patrimonio immobiliare ancora segnato da gravi carenze.
Secondo la relazione:
- quasi 19.400 edifici scolastici (oltre il 41%) sono privi del certificato di collaudo statico;
- 26.569 edifici (oltre il 56%) non dispongono del certificato di agibilità;
- oltre 30.400 edifici (circa il 65%) possiedono soltanto una certificazione parziale di prevenzione incendi.
Per la Flc Cgil, questi numeri dimostrano la necessità di avviare un piano straordinario di messa in sicurezza e adeguamento del patrimonio scolastico, considerato ancora lontano dagli standard richiesti.
Il paradosso delle risorse disponibili ma non spese
Uno degli aspetti più rilevanti evidenziati dalla Corte riguarda la capacità di utilizzo dei finanziamenti.
Nel 2025 il programma Edilizia scolastica e sicurezza nelle scuole dispone di quasi 4,9 miliardi di euro, ma riesce a impiegarne soltanto 1,3 miliardi, pari a una capacità di spesa del 26%.
Le economie di bilancio ammontano a 472 milioni di euro, di cui 456 milioni riferiti al Fondo per gli interventi di edilizia scolastica. A ciò si aggiunge il peso dei residui passivi: il 74,3% dei residui dell’intero Ministero si concentra proprio nel programma dedicato all’edilizia scolastica, con 2,3 miliardi di euro ancora non utilizzati.
Enti locali in difficoltà
Tra le principali cause della scarsa capacità di spesa, la Corte dei conti individua le difficoltà operative degli enti locali, soprattutto dei Comuni di minori dimensioni, spesso privi delle competenze tecniche e amministrative necessarie per progettare, affidare e seguire gli interventi.
Una situazione che, secondo la Flc Cgil, è anche il risultato del progressivo indebolimento della pubblica amministrazione dovuto ai tagli di personale degli ultimi anni, con ripercussioni dirette sulla capacità di realizzare gli investimenti.
Criticità che interessano anche gli interventi finanziati dal PNRR, tanto che si è reso necessario introdurre misure per anticipare fino al 90% dei finanziamenti prima della conclusione dei lavori, nel tentativo di garantire liquidità ai cantieri e accelerare le opere.
Le richieste della Flc Cgil
Alla luce dei dati contenuti nella relazione, la Flc Cgil ribadisce la necessità di un cambio di passo nelle politiche per l’edilizia scolastica.
Il sindacato chiede investimenti stabili e programmati, un rafforzamento della capacità progettuale e amministrativa degli enti locali, procedure più efficienti e un piano strutturale nazionale capace di affrontare in modo definitivo l’emergenza della sicurezza degli edifici scolastici.
Tra le priorità viene richiamato anche il tema della climatizzazione degli edifici, sempre più urgente alla luce degli effetti del cambiamento climatico. Le elevate temperature registrate durante gli ultimi esami di maturità, con aule che in diversi casi hanno raggiunto i 40 gradi, evidenziano la necessità di intervenire anche sul comfort ambientale delle scuole, sia durante il periodo estivo sia nei mesi invernali.