Erasmus+ 2025, oltre 272 milioni all’Italia: crescono progetti, mobilità e partecipazione
Erasmus+ continua a rafforzare il proprio ruolo come strumento di coesione europea, innovazione educativa e sviluppo delle competenze. È quanto emerge dal Rapporto Erasmus+ 2025, presentato oggi a Roma presso
Erasmus+ continua a rafforzare il proprio ruolo come strumento di coesione europea, innovazione educativa e sviluppo delle competenze. È quanto emerge dal Rapporto Erasmus+ 2025, presentato oggi a Roma presso Europa Experience – David Sassoli dall’Agenzia Nazionale Erasmus+ INDIRE.
Nel 2025 all’Italia sono stati assegnati oltre 272 milioni di euro destinati ai settori dell’istruzione scolastica, universitaria e dell’educazione degli adulti. Le risorse hanno consentito il finanziamento di più di 2.600 progetti, con un incremento complessivo del 21% dei partecipanti rispetto all’anno precedente e oltre 92mila persone coinvolte.
“Erasmus+ motore di identità europea”
Il direttore generale di INDIRE e dell’Agenzia Nazionale Erasmus+, Flaminio Galli, ha sottolineato il valore del Programma nel rafforzamento dell’identità europea.
“Erasmus+ rappresenta oggi molto più di un programma di mobilità: è uno spazio concreto in cui prende forma l’identità europea delle nuove generazioni e delle comunità educative”, ha dichiarato Galli, evidenziando come investire nel Programma significhi rafforzare la capacità dell’Europa di restare unita, aperta e capace di formare cittadini consapevoli.
Ad aprire l’evento è stato il presidente di INDIRE, Francesco Manfredi, che ha definito Erasmus+ una leva strategica per l’innovazione didattica, l’internazionalizzazione dei percorsi formativi e lo sviluppo delle competenze necessarie ad affrontare le trasformazioni contemporanee.
Scuola: aumentano progetti e mobilità
Per il settore scolastico sono stati stanziati quasi 70 milioni di euro, con 1.930 nuovi progetti approvati, pari a un incremento del 21% rispetto al 2024.
Oltre 38mila persone del mondo della scuola hanno preso parte alle attività Erasmus+, mentre circa 24.500 studenti hanno partecipato a esperienze di mobilità internazionale. Continua inoltre la crescita di eTwinning, che in Italia supera i 133mila docenti iscritti.
Università: Italia seconda meta Erasmus in Europa
L’istruzione superiore si conferma il comparto con il maggior numero di mobilità grazie a oltre 145 milioni di euro assegnati nel 2025.
Nel periodo compreso tra giugno 2023 e luglio 2025 quasi 48mila studenti italiani hanno partecipato ai programmi di mobilità Erasmus+, mentre oltre 40mila studenti stranieri hanno scelto l’Italia come destinazione di studio, rendendo il Paese la seconda meta Erasmus più richiesta in Europa.
Prosegue anche il processo di digitalizzazione dei servizi universitari, con oltre 250mila European Student Card attive e una crescente diffusione dei Learning Agreement digitali.
Educazione degli adulti: Italia al primo posto in Europa
Risultati particolarmente significativi arrivano dal settore dell’educazione degli adulti, che registra oltre 25 milioni di euro di budget, una crescita del 25% dei progetti approvati e più di 9mila mobilità finanziate.
Numeri che collocano l’Italia al primo posto in Europa nel settore, grazie anche al ruolo svolto dai CPIA e dalle iniziative rivolte a persone con minori opportunità, migranti e adulti con bassi livelli di qualificazione.
Impatto positivo su competenze e inclusione
Il rapporto evidenzia inoltre un forte impatto qualitativo delle esperienze Erasmus+: il 95,6% dei partecipanti dichiara di sentirsi più autonomo e sicuro, oltre il 96% sviluppa un maggiore senso di appartenenza europea e il 75% degli studenti universitari riconosce un miglioramento delle prospettive professionali.
Tra le iniziative simbolo del Programma figura anche la Erasmus Orchestra, che dal 2017 ha coinvolto circa 400 giovani musicisti provenienti da 33 Paesi europei.
Il Rapporto 2025 arriva in una fase strategica per il futuro di Erasmus+, con lo sguardo già rivolto al nuovo ciclo di programmazione europea 2028-2034 e alle celebrazioni per i quarant’anni del Programma previste nel 2027.