Bullismo, dalla scuola le buone pratiche per fermarlo: 21 progetti da tutta Italia
Si è svolto giovedì 16 aprile, presso la sala “Aldo Moro” del Ministero dell’Istruzione e del Merito, l’evento “La scuola ferma i bulli. Esempi di buone pratiche educative”, un momento

Si è svolto giovedì 16 aprile, presso la sala “Aldo Moro” del Ministero dell’Istruzione e del Merito, l’evento “La scuola ferma i bulli. Esempi di buone pratiche educative”, un momento di confronto nazionale dedicato al contrasto del bullismo e del cyberbullismo nelle scuole italiane.
All’iniziativa ha preso parte il ministro Giuseppe Valditara, che ha sottolineato il ruolo centrale della scuola nella promozione di una cultura del rispetto e della responsabilità.
Durante la giornata sono state presentate 21 buone pratiche, una per ciascuna regione e provincia autonoma, selezionate tra circa 450 progetti inviati al Ministero.
Protagonisti dell’evento sono stati gli studenti, che attraverso video, testimonianze e momenti di confronto hanno raccontato le proprie esperienze, trasformando principi come empatia, collaborazione e cittadinanza digitale in azioni concrete all’interno delle comunità scolastiche.
L’obiettivo è stato quello di condividere modelli replicabili, capaci di diffondere una cultura della prevenzione e del rispetto.
“Le buone pratiche che abbiamo conosciuto dimostrano che gli studenti, insieme ai docenti, possiedono già gli strumenti per sconfiggere bullismo e violenza”, ha dichiarato il ministro Valditara.
Nel suo intervento ha evidenziato alcuni punti chiave dell’educazione:
- capacità di immedesimarsi negli altri
- contrasto all’odio
- rispetto delle regole
- senso del limite
- difesa di valori come amicizia e solidarietà
Un riferimento è stato fatto anche a recenti episodi di cronaca, sottolineando l’importanza del coraggio e della responsabilità individuale nel contrastare la violenza.
Tra gli ospiti presenti anche Patrizio Oliva, campione olimpico e mondiale di pugilato, impegnato nella promozione dei valori dello sport.
“Lo sport è uno strumento educativo fondamentale: la forza non serve per colpire, ma per proteggere e chiedere aiuto”, ha affermato Oliva, evidenziando come il bullismo trovi terreno fertile nel silenzio e nell’indifferenza.
All’evento ha partecipato anche Samuele Carrino, protagonista del film Il ragazzo dai pantaloni rosa, ispirato alla storia di Andrea Spezzacatena.
“Le parole possono distruggere una vita, ma anche salvarla”, ha dichiarato l’attore, invitando i giovani a non restare in silenzio e a denunciare ogni forma di sopruso.
Nel corso della giornata si è svolto anche un laboratorio dedicato alla cultura del rispetto e della gentilezza, che ha coinvolto due classi della scuola primaria, a dimostrazione di come l’educazione contro il bullismo debba iniziare fin dai primi anni.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno del Ministero per contrastare bullismo e cyberbullismo attraverso l’educazione, la prevenzione e il coinvolgimento attivo degli studenti.
Un percorso che punta a costruire scuole sempre più inclusive, capaci di formare cittadini consapevoli e responsabili.