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Video shock in classe, studente sviene e si ferisce: il Tribunale condanna il Ministero

Un video dai contenuti crudi proiettato durante una lezione di musica, un malore improvviso e una caduta rovinosa nel corridoio della scuola. A distanza di anni, la vicenda approda in

Video shock in classe, studente sviene e si ferisce: il Tribunale condanna il Ministero
  • PublishedFebbraio 22, 2026

Un video dai contenuti crudi proiettato durante una lezione di musica, un malore improvviso e una caduta rovinosa nel corridoio della scuola. A distanza di anni, la vicenda approda in tribunale e si chiude con una condanna per l’amministrazione scolastica. Il Tribunale di Lecce ha stabilito che il Ministero dell’Istruzione e del Merito dovrà risarcire la famiglia di uno studente per l’infortunio avvenuto l’8 gennaio 2018 durante l’orario scolastico.

Il video e il malore

Secondo quanto ricostruito nel corso del giudizio, il docente di musica aveva deciso di mostrare alla classe un filmato sulla pratica della castrazione dei cantanti lirici, utilizzata in passato per ottenere le cosiddette “voci bianche”. Le immagini, descritte come particolarmente forti, avrebbero provocato un profondo turbamento emotivo negli studenti.

Uno degli alunni, minorenne, si sarebbe sentito male subito dopo la proiezione. Chiedendo di uscire dall’aula, il ragazzo avrebbe perso i sensi nel corridoio, cadendo a terra. L’impatto gli ha causato la frattura di due incisivi superiori e una ferita al labbro, lesioni poi diagnosticate dal Pronto Soccorso dell’ospedale di Brindisi.

La relazione contestata e le testimonianze

Elemento centrale del processo è stata la relazione redatta dall’insegnante subito dopo l’episodio. Nel documento ufficiale, l’accaduto veniva descritto come un malore accidentale verificatosi durante la ricreazione, senza alcun riferimento al video proiettato in aula.

Una versione che, tuttavia, è stata smentita dalle testimonianze dei compagni di classe. Davanti al giudice, gli studenti hanno confermato la visione del filmato e l’impatto emotivo che le immagini avevano avuto sull’intero gruppo. La discrepanza tra la relazione del docente e le dichiarazioni rese in aula ha inciso in maniera determinante sull’esito della causa.

La responsabilità della scuola

La sentenza affronta in modo approfondito il tema della responsabilità contrattuale dell’istituzione scolastica. L’iscrizione a scuola, ricorda il giudice, dà origine a un “contatto sociale qualificato”, che impone all’amministrazione obblighi stringenti di protezione e vigilanza.

In base all’articolo 1218 del Codice Civile, la scuola è tenuta a garantire la sicurezza e l’incolumità fisica degli alunni durante l’orario delle lezioni. A rafforzare questo principio è intervenuta anche la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 14720 del 2024, ha chiarito come l’istituto debba dimostrare l’esistenza di una causa imprevedibile e inevitabile tale da rendere impossibile l’adempimento della propria prestazione.

Nel caso in esame, il tribunale ha individuato una colpa specifica nell’operato del docente, che avrebbe proiettato un contenuto particolarmente impressionante senza valutarne l’impatto su adolescenti minorenni. L’amministrazione non è riuscita a provare la presenza di fattori esterni idonei a giustificare l’incidente.

Il Ministero risponde quindi direttamente degli errori di valutazione del proprio personale, in virtù del rapporto organico che lega l’insegnante all’amministrazione.

Il risarcimento

Per quantificare il danno, il giudice ha applicato i parametri previsti dall’articolo 139 del Codice delle Assicurazioni Private, aggiornati con decreto del Ministero delle Imprese pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 176 del 31 luglio 2025.

Il consulente tecnico d’ufficio ha accertato un danno biologico permanente dell’1% legato alla frattura dei denti, oltre ai giorni di inabilità temporanea e al danno morale subito dal ragazzo. Il tribunale ha liquidato 1.750,39 euro per le lesioni fisiche e psicologiche.

A questa somma si aggiungono 1.680 euro per le spese odontoiatriche necessarie alla ricostruzione degli incisivi superiori. Complessivamente, il Ministero e la direzione scolastica dovranno versare 3.430,39 euro alla famiglia dello studente.

L’importo sarà coperto dalla compagnia assicurativa dell’istituto, grazie alla polizza attiva per quell’anno scolastico. Il provvedimento del Tribunale di Lecce è immediatamente esecutivo e definisce il giudizio di primo grado.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011