Competenze non cognitive a scuola, il CSPI esprime parere favorevole
Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha espresso a maggioranza il proprio parere sullo schema di decreto ministeriale relativo alla sperimentazione nazionale per lo sviluppo delle competenze non cognitive
Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha espresso a maggioranza il proprio parere sullo schema di decreto ministeriale relativo alla sperimentazione nazionale per lo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali prevista dalla legge 19 febbraio 2025, n. 22. La decisione è stata assunta nel corso dell’adunanza plenaria del 18 dicembre, svoltasi in modalità telematica.
Dopo le consuete considerazioni generali, il CSPI è entrato nel merito del provvedimento, evidenziandone punti di forza e criticità. In particolare, il Consiglio ha apprezzato l’impianto complessivo della sperimentazione, ritenuta funzionale alla crescita armoniosa degli studenti, alla tutela della salute e del benessere psico-fisico e al pieno sviluppo della persona. Positiva anche la valorizzazione del protagonismo delle scuole che aderiranno all’iniziativa.
Nel parere viene ribadito come la legge 22/2025 miri ad affrontare fenomeni centrali del sistema educativo, quali analfabetismo funzionale e dispersione scolastica, promuovendo una formazione che vada oltre la sola acquisizione di conoscenze disciplinari. Al centro della sperimentazione, infatti, vi è l’integrazione tra “sapere”, “saper fare” e “saper essere”, con particolare attenzione allo sviluppo delle competenze trasversali o soft skills, come perseveranza, autoregolazione, flessibilità, senso di responsabilità, rispetto dell’altro e partecipazione attiva.
Sul piano normativo, il CSPI ha chiesto di integrare il preambolo del decreto con il riferimento all’Ordinanza ministeriale n. 3/2025, relativa alla valutazione nella scuola primaria e al comportamento nella secondaria di primo grado, oltre che allo Statuto delle studentesse e degli studenti. Per quanto riguarda l’articolato, è stata sollecitata una maggiore specificazione dell’articolo 7, in particolare sui criteri di valutazione delle proposte progettuali.
Il Consiglio auspica inoltre che, nell’attuazione dell’articolo 5, le scuole coinvolgano intere classi di studenti, favorendo dinamiche di gruppo positive e inclusive. Centrale, secondo il CSPI, è anche l’avvio tempestivo del Piano straordinario triennale di formazione dei docenti, previsto dalla legge e considerato determinante per il successo della sperimentazione.
Particolare attenzione viene infine posta al sostegno alle istituzioni scolastiche, attraverso risorse del Programma nazionale “Scuola e competenze” 2021-2027, e alla necessità di allineare la tempistica della sperimentazione con quella del Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF). Per questo motivo, il CSPI auspica che alle scuole autorizzate sia consentito aggiornare e ripubblicare il PTOF, prevedendo in via eccezionale la riapertura delle funzioni dedicate sul sistema informativo SIDI.