GPS, cambio di rotta: nel 2026 arrivano nuove tutele contro scavalchi e rinunce forzate
Il meccanismo delle GPS, introdotto nel 2020, è stato spesso al centro delle polemiche per la rigidità delle sue regole: gli aspiranti supplenti erano costretti a selezionare un numero vastissimo
Il meccanismo delle GPS, introdotto nel 2020, è stato spesso al centro delle polemiche per la rigidità delle sue regole: gli aspiranti supplenti erano costretti a selezionare un numero vastissimo di preferenze, coprendo praticamente l’intera provincia e tutte le tipologie di contratto pur di non finire penalizzati dal sistema automatizzato. Una scelta obbligata più che volontaria, che nel tempo ha generato situazioni paradossali, tra scavalcamenti da parte di candidati con punteggi inferiori e rinunce attribuite d’ufficio dall’algoritmo.
Con l’Ordinanza Ministeriale che aggiornerà le graduatorie per il biennio 2026-2028, arriva finalmente una risposta concreta. La nuova norma elimina gli automatismi ritenuti più ingiusti e introduce un principio fondamentale: le preferenze espresse devono valere davvero, senza trasformarsi in una trappola per gli aspiranti.
Una libertà di scelta reale e senza penalizzazioni
La riforma consente ai candidati di indicare solo le sedi e i tipi di incarico realmente graditi, senza il timore di essere esclusi dalle convocazioni successive.
Si consideri il caso del docente X, interessato a insegnare la classe di concorso A0XX ma disponibile soltanto a supplenze annuali o fino al termine delle attività didattiche nei distretti A, B e C. X potrà elencare esclusivamente preferenze relative a queste zone nelle 150 opzioni disponibili, includendo scuole, comuni e distretti.
Finora, se nel primo turno non fossero risultati posti nelle aree richieste, il sistema poteva escludere X dalla procedura, lasciando spazio a candidati con punteggio minore anche nelle sedi da lui indicate. Con la nuova modalità, invece, X resterà attivo in graduatoria per ogni convocazione successiva, limitatamente alle preferenze espresse. Verrà chiamato solo quando una delle sedi richieste risulterà disponibile e uscirà dal sistema esclusivamente dopo aver ricevuto un incarico.
Verso un sistema più equo
Il cambiamento mette fine alle “rinunce coatte” e agli scavalchi generati dagli automatismi dell’algoritmo, restituendo coerenza e trasparenza alla procedura. La nuova norma, attesa da migliaia di docenti, mira a garantire un funzionamento più razionale delle GPS e un maggiore rispetto delle scelte degli aspiranti.