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Carta docenti, tutte le novità

Con l’approvazione definitiva alla Camera dei Deputati, il Decreto Scuola (n. 127 del 9 settembre 2025) è ufficialmente legge. Il provvedimento, recante “misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato

Carta docenti, tutte le novità
  • PublishedOttobre 30, 2025

Con l’approvazione definitiva alla Camera dei Deputati, il Decreto Scuola (n. 127 del 9 settembre 2025) è ufficialmente legge. Il provvedimento, recante “misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026”, contiene una serie di interventi che vanno dalla Carta del docente alla riorganizzazione dei percorsi scuola-lavoro, passando per nuove disposizioni sui contratti e i viaggi d’istruzione.

Carta del docente: estesa ai precari e nuove regole sugli acquisti

Una delle novità più rilevanti riguarda la Carta del docente, il bonus annuale destinato alla formazione degli insegnanti. A partire dall’anno scolastico 2025/2026, ne avranno diritto anche circa 190 mila supplenti, compresi i docenti con incarico annuale o fino al 30 giugno, oltre al personale educativo.

La Carta potrà essere utilizzata non solo per corsi e libri, ma anche per acquistare hardware e software. Tuttavia, questa possibilità sarà limitata: potrà essere esercitata solo alla prima erogazione e, successivamente, ogni quattro anni. Stesso criterio anche per chi ha già ricevuto la Carta negli anni precedenti.

Un’ulteriore apertura prevede la possibilità di usare la Carta per servizi di trasporto di persone. I criteri di assegnazione e l’importo nominale – che resta legato alle risorse disponibili – saranno stabiliti ogni 30 gennaio da un decreto interministeriale. Resta da chiarire se l’importo continuerà a essere di 500 euro annui, cifra non esplicitamente confermata nel testo di legge.

Risorse per il contratto scuola e sanità integrativa ai precari

Il decreto stanzia 240 milioni di euro una tantum per il rinnovo del contratto del comparto scuola e 15 milioni di euro per estendere l’assicurazione sanitaria integrativa anche ai docenti precari con incarichi fino al 30 giugno.

Addio ai PCTO: arrivano i percorsi di “Formazione scuola-lavoro”

Cambia la denominazione dei percorsi di alternanza scuola-lavoro. Sparisce la sigla PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento): da ora si parlerà di “Formazione scuola-lavoro”, per valorizzarne la funzione formativa e orientativa, con l’obiettivo di rendere il collegamento tra scuola e mondo del lavoro più concreto e utile.

Passaggi tra indirizzi e nuovi esami integrativi

Novità anche per chi decide di cambiare indirizzo di studio nelle scuole superiori. Nel biennio iniziale saranno previsti interventi di sostegno personalizzato, mentre nel triennio finale gli studenti dovranno sostenere esami integrativi. L’obiettivo è ridurre la dispersione scolastica e favorire un maggiore successo formativo.

Viaggi d’istruzione: più sicurezza e qualità

Cambiano le regole per i viaggi d’istruzione e le uscite didattiche. Le gare per i servizi di trasporto dovranno essere aggiudicate in base al miglior rapporto qualità/prezzo, e non più al solo criterio del prezzo più basso. I contratti saranno classificati come “ad alta intensità di manodopera”, con un limite massimo del 30% per il punteggio economico. Le scuole dovranno quindi privilegiare offerte che garantiscano sicurezza, accessibilità e competenza dei conducenti.

Il modello “4+2” diventa strutturale

Il decreto rende strutturale il modello formativo “4+2”, che prevede quattro anni di scuola superiore seguiti da due anni presso gli ITS Academy. La misura punta a rafforzare la filiera tecnico-professionale e facilitare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.

Formazione docenti di sostegno: proroga e nuove aperture

Viene prorogato fino alla fine del 2026 il termine per completare i percorsi di specializzazione per gli insegnanti di sostegno gestiti dall’Indire, anche in collaborazione con le università. Potranno accedervi anche i docenti precari con almeno tre anni di servizio negli ultimi otto, rispetto ai cinque previsti in precedenza. Inoltre, chi ha conseguito all’estero la specializzazione – e ha un ricorso pendente davanti a un TAR – dovrà concludere il percorso entro il 24 aprile 2025.

Una riforma che punta a modernizzare la scuola italiana

Con questo provvedimento, il Governo punta a modernizzare il sistema scolastico, aggiornando strumenti e percorsi formativi e ampliando i diritti dei lavoratori precari.
Il Decreto Scuola segna dunque un passo importante verso una scuola più equa, digitale e orientata alle competenze.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011