Pnrr3: oltre 58mila posti entro il 2028
Nuove opportunità in arrivo per gli aspiranti insegnanti italiani. Nella giornata di oggi, presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, si è svolto un incontro con le organizzazioni sindacali per
Nuove opportunità in arrivo per gli aspiranti insegnanti italiani. Nella giornata di oggi, presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, si è svolto un incontro con le organizzazioni sindacali per discutere i contenuti del prossimo concorso per il personale docente previsto dal PNRR. Durante la riunione, l’Amministrazione ha illustrato le bozze dei bandi relativi al nuovo ciclo di assunzioni, che interesserà le scuole dell’Infanzia, della Primaria e della Secondaria di primo e secondo grado. Secondo quanto reso noto dalla UIL Scuola, il piano prevede l’immissione in ruolo di oltre 58mila docenti entro il 2028.
Nel dettaglio, saranno messi a bando 27.376 posti per la scuola dell’Infanzia e Primaria e 30.759 per la Secondaria, suddivisi tra classi di concorso e posti di sostegno. I numeri si riferiscono al fabbisogno triennale, che coprirà gli anni scolastici 2025/2026, 2026/2027 e 2027/2028. Il concorso rientra tra le misure previste dal PNRR per il reclutamento di docenti qualificati e la stabilizzazione del personale precario.
Una delle novità più significative riguarda i requisiti di accesso. Per partecipare al concorso per la scuola dell’Infanzia e Primaria, sarà necessario possedere la laurea in Scienze della Formazione Primaria o, in alternativa, un diploma magistrale abilitante conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002, incluso il percorso linguistico sperimentale. Per quanto riguarda la Secondaria, potranno candidarsi i docenti già abilitati oppure coloro che sono in possesso di un titolo di studio idoneo accompagnato da almeno tre anni di servizio nella scuola statale negli ultimi cinque, di cui uno specifico per la classe di concorso. Sparisce, invece, l’obbligo dei 24 CFU/CFA, che negli anni scorsi aveva rappresentato una barriera per molti aspiranti insegnanti.
Per i posti di sostegno, sarà richiesta la consueta specializzazione riconosciuta in Italia, ma non potranno partecipare, nemmeno con riserva, gli iscritti al TFA X ciclo, ancora in corso. È invece prevista la partecipazione con riserva per chi è iscritto a corsi abilitanti o di specializzazione sul sostegno attivati nell’anno accademico 2024/2025. In questo caso, il titolo dovrà essere conseguito entro il 31 gennaio 2026 e comunicato tra il 20 gennaio e il 5 febbraio dello stesso anno. In assenza di certificazione nei termini, l’amministrazione procederà all’esclusione dalla graduatoria, anche qualora il nome del candidato fosse già stato pubblicato.
Il percorso di selezione prevede una prova scritta computer-based, con quesiti a risposta multipla sulle competenze pedagogiche, psicopedagogiche, metodologiche, linguistiche (con particolare attenzione all’inglese) e digitali. Chi otterrà almeno 70 punti su 100 sarà ammesso alla prova orale, fino a un massimo di tre candidati per ogni posto disponibile, per ciascuna regione e classe di concorso. Verranno comunque ammessi anche tutti coloro che riporteranno lo stesso punteggio dell’ultimo candidato utile.
La prova orale sarà centrata sulla valutazione delle competenze disciplinari e didattiche, con particolare attenzione all’uso delle tecnologie in classe. L’intero impianto del concorso mira a selezionare figure professionali capaci di affrontare con strumenti aggiornati le sfide dell’insegnamento contemporaneo.
Sul fronte organizzativo, ogni candidato potrà partecipare per una sola regione. Per la Secondaria, sarà possibile concorrere per una sola classe di concorso e per un solo tipo di posto (comune o sostegno), mentre per Infanzia e Primaria si potrà accedere a tutte le tipologie per cui si possiede titolo. La domanda sarà unica e presentata tramite la piattaforma ministeriale, con un contributo di partecipazione di 10 euro per ciascuna classe di concorso o tipologia di posto, da versare tramite Pago In Rete.
Le graduatorie di merito avranno validità triennale e saranno riferite esclusivamente ai posti messi a bando. Tuttavia, sarà possibile procedere a scorrimenti in caso di rinunce. Inoltre, durante i tre anni di validità, le graduatorie potranno essere integrate da ulteriori candidati risultati idonei – ovvero che avranno superato tutte le prove – fino a un massimo del 30% dei posti complessivamente previsti.
Per i vincitori, resta confermato il diritto all’assunzione nei limiti dei posti annualmente autorizzati.
Il Ministero si è riservato di pubblicare a breve i bandi ufficiali, che renderanno operative tutte le misure presentate oggi. I sindacati, dal canto loro, continueranno a monitorare le fasi attuative, soprattutto per garantire che il cronoprogramma sia rispettato e che la partecipazione al concorso avvenga in condizioni di equità e trasparenza.