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DL 99 contro bullismo e cyberbullismo

Pubblicato in gazzetta ufficiale il Decreto Legislativo 99 che disciplina la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo Pubblicato il Decreto Legislativo 99/2025, che disciplina la prevenzione e

DL 99 contro bullismo e cyberbullismo
  • PublishedLuglio 4, 2025

Pubblicato in gazzetta ufficiale il Decreto Legislativo 99 che disciplina la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo

Pubblicato il Decreto Legislativo 99/2025, che disciplina la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo. Il provvedimento, attuativo della delega prevista dall’articolo 3 della Legge 70 del 17 maggio 2024, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 1° luglio 2025 ed entrerà in vigore il 16 luglio 2025.

Le principali misure introdotte

L’articolo 1 del decreto definisce le finalità e l’ambito di applicazione. L’obiettivo è prevenire e contrastare tutte le forme di bullismo e cyberbullismo, con particolare attenzione ai minori. Tra le principali novità, il potenziamento del servizio “Emergenza Infanzia 114”, attivo 24 ore su 24 su tutto il territorio nazionale. Il servizio offrirà assistenza psicologica, giuridica e psicopedagogica non solo alle vittime, ma anche a persone a loro legate affettivamente. Saranno inoltre introdotte funzionalità di geolocalizzazione e messaggistica istantanea, attivabili solo con il consenso dell’utente, nel rispetto della privacy.

L’articolo 2 mira a una definizione chiara delle fattispecie di bullismo e cyberbullismo, e istituisce un sistema di rilevazione statistica biennale affidato all’ISTAT. Questo monitoraggio analizzerà le caratteristiche e le conseguenze psicologiche e sociali dei fenomeni, in particolare nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. La prima relazione è attesa entro il 31 dicembre 2026.

L’articolo 3 coinvolge direttamente le famiglie, imponendo che nei contratti con i fornitori di servizi di comunicazione elettronica venga richiamato l’art. 2048 del Codice Civile, che prevede la responsabilità dei genitori per i danni causati dai figli minori tramite atti illeciti commessi online.

L’articolo 4 assegna alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il compito di organizzare campagne informative di prevenzione e sensibilizzazione sull’uso consapevole di internet. Anche il Ministero dell’Istruzione e le scuole saranno coinvolti, promuovendo la conoscenza del numero “Emergenza Infanzia 114”.

L’articolo 5 introduce infine la consueta clausola di invarianza finanziaria, stabilendo che dall’attuazione del decreto non dovranno derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Osservazioni critiche sul provvedimento

Nonostante le buone intenzioni, il Decreto Legislativo 99/2025 mostra diversi punti di debolezza, rivelando una logica prevalentemente sanzionatoria, a discapito di un approccio culturale, educativo e preventivo.

1. Educazione affettiva e sessuale: grandi assenti

Il testo non fa alcun riferimento all’educazione all’affettività o alla sessualità, aspetti fondamentali per una reale prevenzione dei fenomeni di violenza e bullismo, spesso intrecciati con dinamiche di genere. Manca ogni tentativo di promuovere la conoscenza e la gestione delle emozioni, sia proprie che altrui, strumenti essenziali per favorire il rispetto reciproco e il benessere relazionale.

2. Famiglia coinvolta solo per sanzionare

La famiglia viene citata solo come soggetto responsabile, senza alcun accenno a un coinvolgimento educativo o dialogico con la scuola. Un’impostazione che esclude la costruzione di un’alleanza educativa scuola-famiglia, tanto più rilevante alla luce delle recenti proposte legislative, come il Pdl A.C. 2423 sul consenso informato in ambito scolastico.

3. Privacy e tecnologie: equilibrio da chiarire

L’introduzione di strumenti come geolocalizzazione e messaggistica pone rilevanti questioni di privacy, che il decreto tratta in modo generico. Occorre maggiore chiarezza nel definire i limiti e le garanzie per tutelare i diritti individuali, specialmente dei minori.

4. Scuole lasciate sole e senza risorse

Il decreto assegna un ruolo centrale alle scuole nel contrasto al bullismo, ma non definisce strumenti concreti né risorse aggiuntive. Senza fondi e personale qualificato, molte delle azioni previste rischiano di restare sulla carta.

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