Monitoraggio PCTO: CGIL contro il CSPI
Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) è stato convocato in seduta plenaria per esprimere parere sul nuovo Decreto Ministeriale che disciplina il monitoraggio qualitativo dei Percorsi per le Competenze
Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) è stato convocato in seduta plenaria per esprimere parere sul nuovo Decreto Ministeriale che disciplina il monitoraggio qualitativo dei Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO), l’albo nazionale delle buone pratiche e il funzionamento dell’Osservatorio nazionale dedicato.
Il provvedimento, attuativo del decreto-legge n. 48/2023 e della legge di bilancio 2024, intende rafforzare la qualità, l’efficacia e l’innovatività dei PCTO, prevedendo strumenti di valutazione, promozione delle migliori pratiche e supporto attraverso un Osservatorio nazionale. Il monitoraggio si baserà su dati raccolti tramite piattaforme digitali – alcune già esistenti, altre nuove – con eventuali controlli a campione. Le scuole potranno inoltre candidare i propri progetti all’albo nazionale delle buone pratiche, la cui selezione sarà curata dall’Osservatorio con il supporto di INVALSI e INDIRE.
FLC CGIL: “Persistono criticità strutturali”
Nonostante l’obiettivo del decreto sia il miglioramento della qualità dei percorsi, la delegazione della FLC CGIL ha espresso voto contrario, evidenziando numerose criticità.
“L’impostazione generale dei PCTO continua a presentare limiti irrisolti”, ha dichiarato la sigla sindacale, sottolineando tra i principali nodi:
- Indicatori di qualità distorti: il monitoraggio rischia di sovrapporre le competenze orientative degli studenti con l’adattamento alle esigenze immediate del mercato del lavoro, snaturando la funzione formativa dell’istruzione.
- Ruolo della scuola poco chiaro: pur riconoscendo l’importanza della co-progettazione con enti esterni, famiglie e studenti, il decreto non ribadisce con chiarezza che la responsabilità pedagogica e didattica dei PCTO resta in capo alle scuole.
- Occupabilità vs. curricolo: secondo FLC CGIL, è scorretto equiparare l’occupabilità – influenzata da molteplici fattori esterni alla scuola – al valore educativo del curricolo scolastico.
- Sicurezza sul lavoro: nonostante i dati INAIL segnalino un numero crescente di infortuni tra gli studenti coinvolti nei PCTO, il decreto non assegna un ruolo centrale alla sicurezza e alla formazione specifica su questo tema.
- Valorizzazione delle competenze trasversali: la scuola dovrebbe sviluppare tali competenze in ogni disciplina, non relegarle esclusivamente ai PCTO.
- Logica premiale: la previsione di premi per i progetti innovativi è ritenuta rischiosa, in quanto potrebbe alimentare logiche competitive invece che favorire la condivisione di buone pratiche.
- Osservatorio nazionale poco rappresentativo: la composizione proposta (cinque membri, nessun obbligo di provenienza dal mondo scolastico) e il ruolo marginale riservato alle parti sociali suscitano perplessità. In particolare, la presenza dell’INVALSI è vista come inadeguata, considerato che le valutazioni richieste sono di natura didattica e non meramente quantitativa.
- Assenza di risorse: l’assenza di investimenti, compensi e strumenti organizzativi adeguati mette a rischio l’efficacia stessa del monitoraggio e del sistema PCTO.
Un parere approvato a maggioranza
Nonostante le critiche della FLC CGIL e l’assenza di accoglimento delle proposte integrative avanzate, il parere del CSPI sul Decreto è stato approvato a maggioranza.
Il confronto attorno ai PCTO resta quindi acceso, con il sindacato che ribadisce la necessità di un ripensamento complessivo del modello, ponendo al centro la formazione, la sicurezza e il ruolo della scuola pubblica come luogo primario di educazione e orientamento.