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Credito scolastico, cambia tutto nel 2025

Manca poco alla fine dell’anno scolastico: dal 9 al 14 giugno 2025 si terranno gli scrutini finali. Un momento decisivo per studenti, famiglie e docenti, soprattutto nella scuola secondaria di

Credito scolastico, cambia tutto nel 2025
  • PublishedMaggio 26, 2025

Manca poco alla fine dell’anno scolastico: dal 9 al 14 giugno 2025 si terranno gli scrutini finali. Un momento decisivo per studenti, famiglie e docenti, soprattutto nella scuola secondaria di secondo grado, dove entrano in gioco nuove regole in merito al credito scolastico.

Vediamo nel dettaglio cosa cambia e quali sono le disposizioni ufficiali.

Scrutini finali: come funziona l’attribuzione dei voti

Per le scuole secondarie di II grado, la procedura per l’attribuzione dei voti rimane regolata dal DPR n.122/2009. I voti sono inizialmente proposti dal docente della singola disciplina, poi discussi e approvati in Consiglio di classe, che delibera con unanimità o maggioranza.

Il Consiglio è presieduto dal dirigente scolastico o da un suo delegato e opera nel rispetto delle norme stabilite dal Testo Unico del 1994. In caso di disaccordo tra docenti sulla proposta di voto, si procede a una votazione collegiale, come stabilito anche dal Regio Decreto n.653 del 1925, che conferma la centralità del dibattito e della decisione collegiale nella valutazione finale.

Credito scolastico: arriva la riforma

Una delle novità più significative riguarda il credito scolastico. La Legge 1 ottobre 2024, n. 150, ha introdotto modifiche importanti al decreto legislativo n.62/2017, in particolare al suo articolo 15. È stato aggiunto il comma 2-bis, secondo il quale:

“Il punteggio più alto nell’ambito della fascia di attribuzione del credito scolastico spettante sulla base della media dei voti riportata nello scrutinio finale può essere attribuito se il voto di comportamento assegnato è pari o superiore a nove decimi”.

In altre parole, ottenere il massimo punteggio di credito scolastico non dipenderà più solo dalla media, ma anche dal comportamento: sarà necessario avere almeno 9 in condotta.

Condotta e credito scolastico: una relazione decisiva

Questa modifica segna un cambiamento sostanziale: il voto di condotta assume un ruolo determinante nell’assegnazione del credito scolastico. Ad esempio, uno studente con media del 7,9 ma con un voto di comportamento pari a 8, non potrà ottenere il punteggio massimo previsto per quella fascia di media.

Finora bastava la media per accedere al punteggio più alto; dal 2024/2025, il comportamento diventa un requisito necessario.

Scuola secondaria di primo grado: cambia la valutazione del comportamento

Anche nella scuola secondaria di primo grado il comportamento sarà oggetto di attenzione. La Legge n.150 stabilisce che il voto di comportamento:

  • Sarà espresso in decimi, come le altre discipline.
  • Dovrà essere superiore a sei decimi per poter accedere alla classe successiva o all’esame di Stato.

In caso di condotta inferiore a 6, il Consiglio di classe può deliberare la non ammissione dell’alunno o alunna alla classe successiva o all’esame.

Sebbene non sia esplicitamente indicato nella normativa, è probabile che il voto in comportamento venga incluso nel calcolo della media scolastica, come avviene nella scuola secondaria di secondo grado.

Conclusioni: una scuola più attenta al comportamento

Le novità introdotte per l’anno scolastico 2024/2025 puntano a rafforzare il valore del comportamento e del rispetto delle regole all’interno delle scuole. Il messaggio è chiaro: buoni risultati scolastici e buone condotte devono andare di pari passo.

Il nuovo quadro normativo impone quindi a studenti, docenti e famiglie di porre maggiore attenzione alla condotta, non più considerata solo come aspetto formale, ma come parte integrante della valutazione complessiva.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011