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Voti modificati nel registro elettronico, docente indagata per falso in atto pubblico

Una docente di scuola secondaria di secondo grado è finita sotto indagine per presunto falso in atto pubblico, dopo aver modificato – secondo l’ipotesi accusatoria – i voti inseriti nel

Voti modificati nel registro elettronico, docente indagata per falso in atto pubblico
  • PublishedMaggio 2, 2026

Una docente di scuola secondaria di secondo grado è finita sotto indagine per presunto falso in atto pubblico, dopo aver modificato – secondo l’ipotesi accusatoria – i voti inseriti nel registro elettronico da una collega supplente.

I fatti risalgono al 2023. In quel periodo, l’insegnante titolare, 39 anni, era assente per motivi di salute ed era stata sostituita da una docente di 49 anni. Durante la supplenza, era stata somministrata una prova strutturata, predisposta dalla stessa titolare prima dell’assenza, completa di griglia di valutazione.

Una volta corretti gli elaborati, la supplente aveva inserito i voti nel registro elettronico, lo strumento ufficiale che certifica le valutazioni degli studenti e che, sotto il profilo giuridico, assume valore di atto pubblico.

Il nodo della vicenda si sarebbe però verificato al rientro in servizio della docente titolare. Non condividendo i criteri di valutazione adottati, avrebbe chiesto alla collega di cancellare i voti già registrati. Successivamente, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe provveduto a reinserire le valutazioni modificandole in modo significativo.

In diversi casi, i voti sarebbero stati abbassati sensibilmente: da una sufficienza a una grave insufficienza, da risultati elevati a valutazioni medie o inferiori, con possibili ripercussioni sul percorso scolastico degli studenti coinvolti. Solo in pochi casi si sarebbe registrato un aumento dei punteggi.

A portare la vicenda all’attenzione dell’autorità giudiziaria è stato un insegnante di sostegno, che ha presentato un esposto segnalando presunte irregolarità. La Procura ha quindi avviato gli accertamenti, affidati ai Carabinieri, concentrandosi sulle operazioni effettuate nel registro elettronico e sulla loro tracciabilità.

L’ipotesi di reato – falso in atto pubblico in concorso – è particolarmente delicata, poiché riguarda la possibile alterazione di documenti ufficiali della pubblica amministrazione.

Il caso mette sotto i riflettori proprio il registro elettronico, oggi strumento centrale nel sistema scolastico. Non solo supporto operativo, ma documento amministrativo a tutti gli effetti, che certifica attività didattiche, presenze e risultati. Ogni modifica, inoltre, lascia una traccia informatica, elemento cruciale nelle verifiche.

Resta ora da chiarire se le variazioni contestate rientrino nell’ambito dell’autonomia didattica dell’insegnante o se configurino una violazione delle procedure. Un equilibrio delicato: la libertà di valutazione è un principio fondamentale, ma deve rispettare criteri di trasparenza e correttezza amministrativa.

Sul piano educativo, la vicenda solleva interrogativi altrettanto rilevanti. I voti non sono semplici numeri: incidono su promozioni, bocciature e orientamento degli studenti. In almeno un caso, secondo quanto emerso, le modifiche avrebbero contribuito a determinare un esito negativo.

Al di là dell’esito giudiziario, l’episodio rappresenta un campanello d’allarme per l’intero sistema scolastico. La diffusione degli strumenti digitali impone regole chiare, controlli efficaci e una cultura della responsabilità condivisa.

In gioco non c’è solo la correttezza formale delle procedure, ma la fiducia tra scuola, studenti e famiglie: un equilibrio che passa anche dalla trasparenza nella gestione delle valutazioni.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011