Rapporto Invalsi 2026: migliora il Sud alle superiori, ma alle elementari quasi quattro alunni su dieci sono sotto il livello base in matematica
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Rapporto Invalsi 2026: migliora il Sud alle superiori, ma alle elementari quasi quattro alunni su dieci sono sotto il livello base in matematica

Un sistema scolastico che mostra segnali di ripresa nelle scuole superiori, soprattutto nel Mezzogiorno, ma che continua a fare i conti con le difficoltà accumulate dopo la pandemia, in particolare

  • PublishedLuglio 17, 2026

Un sistema scolastico che mostra segnali di ripresa nelle scuole superiori, soprattutto nel Mezzogiorno, ma che continua a fare i conti con le difficoltà accumulate dopo la pandemia, in particolare nella scuola primaria. È il quadro delineato dal Rapporto nazionale Invalsi 2026, presentato a Roma, che fotografa lo stato degli apprendimenti degli studenti italiani.

Le rilevazioni, svolte tra marzo e maggio 2026, hanno coinvolto circa 11.400 scuole e oltre 2,3 milioni di studenti: più di 800 mila alunni delle classi seconda e quinta della scuola primaria, circa 520 mila studenti delle terze medie e oltre un milione di ragazzi delle seconde e quinte superiori.

Il dato più preoccupante riguarda la matematica nella scuola primaria. Poco più del 60% degli alunni raggiunge il livello minimo di competenza, il che significa che quasi quattro bambini su dieci non possiedono ancora le conoscenze di base richieste. Rispetto al 2019, ultimo anno prima della pandemia, il calo medio resta compreso tra l’8 e il 10%, confermando che gli effetti dell’emergenza sanitaria non sono stati ancora completamente recuperati.

Lo scenario cambia nelle scuole superiori. Nell’ultimo anno cresce la quota di studenti che raggiunge il livello atteso sia in matematica, passando dal 49 al 52%, sia in italiano, dal 52 al 54%. A trainare il miglioramento è soprattutto il Mezzogiorno, dove i progressi risultano più marcati e consentono di ridurre, almeno in parte, il divario storico con il Centro-Nord.

Restano invece criticità nella scuola secondaria di primo grado e nel biennio delle superiori, dove in italiano e matematica i risultati sono stabili o in lieve peggioramento rispetto allo scorso anno, con differenze territoriali ancora significative tra Nord e Sud.

Arrivano, invece, segnali positivi dall’inglese e dalle competenze digitali. Cresce il numero degli studenti che raggiunge i livelli previsti nelle prove di Reading e Listening, mentre migliorano anche le competenze digitali in tutti i cicli scolastici, con risultati particolarmente incoraggianti tra gli studenti più grandi.

Secondo il presidente dell’Invalsi, Roberto Ricci, i risultati del sistema scolastico italiano si sono ormai stabilizzati su livelli inferiori rispetto al periodo precedente al Covid. Un fenomeno che, ha spiegato, interessa anche altri Paesi europei e sul quale non esiste ancora una spiegazione definitiva, ma che impone di continuare a investire nella qualità dell’istruzione.

Tra gli aspetti più incoraggianti emerge il continuo calo della dispersione scolastica. Il tasso di abbandono precoce è sceso all’8,2% nel 2025 e le stime indicano un’ulteriore riduzione al 7,3% nel 2026, consentendo all’Italia di superare con largo anticipo l’obiettivo europeo fissato al 9% entro il 2030. Migliora anche la cosiddetta dispersione implicita, ossia quella degli studenti che conseguono il diploma senza aver acquisito competenze adeguate, passata dall’8,7 al 6,3%.

Soddisfatto il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha parlato di oltre 520 mila giovani recuperati dal rischio di abbandono scolastico dal 2022 a oggi. Il ministro ha però riconosciuto le difficoltà della scuola primaria, indicando la necessità di rinnovare l’insegnamento della matematica con metodologie più orientate al ragionamento e meno all’uso degli strumenti digitali.

Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011