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PEI, guida completa al Piano Educativo Individualizzato

Ogni studente arriva a scuola con caratteristiche, capacità e bisogni differenti. Per gli alunni con disabilità questa esigenza di personalizzazione diventa ancora più importante e trova la sua principale espressione

PEI, guida completa al Piano Educativo Individualizzato
  • PublishedAgosto 15, 2026

Ogni studente arriva a scuola con caratteristiche, capacità e bisogni differenti. Per gli alunni con disabilità questa esigenza di personalizzazione diventa ancora più importante e trova la sua principale espressione nel PEI, il Piano Educativo Individualizzato.

È il documento che accompagna lo studente durante il percorso scolastico e che mette nero su bianco le scelte educative e didattiche necessarie per favorire la partecipazione alla vita della classe e il raggiungimento degli obiettivi individuati.

Dietro quelle pagine non dovrebbe esserci soltanto una raccolta di informazioni, ma un progetto costruito intorno alla persona, alle sue potenzialità e alle condizioni che possono permetterle di svilupparsi pienamente.

Che cos’è il PEI

Il Piano Educativo Individualizzato è il documento nel quale vengono descritti gli interventi educativi e didattici destinati agli studenti con disabilità certificata.

La sua elaborazione è prevista dalla normativa sull’inclusione scolastica e si basa sul principio secondo cui ogni alunno deve poter usufruire di un percorso adeguato alle proprie esigenze.

Il PEI definisce:

  • gli obiettivi da raggiungere;
  • le strategie didattiche;
  • gli strumenti di supporto;
  • gli interventi educativi;
  • i criteri di valutazione;
  • le modalità di inclusione all’interno della classe.

Non si tratta quindi di un programma separato rispetto alla classe, ma di un percorso personalizzato che deve tenere conto del contesto scolastico nel quale lo studente è inserito.

Dal profilo dello studente agli obiettivi educativi

Uno degli elementi più importanti del PEI è il punto di partenza da cui viene costruito.

Il documento deve considerare non soltanto la diagnosi clinica, ma soprattutto il funzionamento dello studente: cosa sa fare, quali sono le sue difficoltà, quali strumenti possono aiutarlo, quali ambienti favoriscono il suo apprendimento.

L’obiettivo è superare una visione basata esclusivamente sul deficit.

Uno studente con disabilità non viene definito soltanto dalle difficoltà che incontra, ma anche dalle competenze e dalle possibilità di crescita che può sviluppare attraverso un percorso adeguato.

Chi redige il PEI

Il PEI viene elaborato dal Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione (GLO).

Il gruppo coinvolge:

  • il dirigente scolastico o un suo delegato;
  • i docenti della classe;
  • il docente di sostegno;
  • la famiglia dello studente;
  • le figure professionali sanitarie e assistenziali coinvolte nel percorso.

La presenza di più soggetti risponde a una precisa esigenza: costruire un progetto condiviso, nel quale scuola, famiglia e specialisti possano mettere insieme competenze diverse.

Il docente di sostegno ha un ruolo centrale nella predisposizione del documento, ma non è l’unico responsabile. L’inclusione riguarda infatti l’intero consiglio di classe.

Le quattro dimensioni del PEI

Il modello nazionale di PEI organizza il percorso dello studente attraverso quattro dimensioni principali.

Dimensione della relazione, dell’interazione e della socializzazione

Riguarda il modo in cui lo studente si rapporta con compagni e adulti, la partecipazione alla vita della classe e lo sviluppo delle relazioni.

L’obiettivo non è soltanto favorire l’apprendimento, ma anche garantire che l’alunno sia parte integrante del gruppo.

Dimensione della comunicazione e del linguaggio

Analizza le modalità comunicative dello studente, comprese eventuali necessità di strumenti alternativi o aumentativi.

Vengono individuate strategie per favorire l’espressione, la comprensione e la partecipazione.

Dimensione dell’autonomia e dell’orientamento

Riguarda le capacità dello studente nella gestione delle attività quotidiane, negli spostamenti e nella costruzione di una maggiore indipendenza.

Questa dimensione diventa particolarmente importante nei percorsi finalizzati alla vita adulta.

Dimensione cognitiva, neuropsicologica e dell’apprendimento

Comprende gli aspetti legati ai processi di apprendimento, alle strategie utilizzate, alle difficoltà incontrate e agli strumenti necessari per affrontarle.

PEI e valutazione: come viene valutato lo studente

La valutazione dell’alunno con disabilità deve essere coerente con quanto previsto nel PEI.

Gli obiettivi individuati nel documento diventano il riferimento per valutare il percorso dello studente.

Questo non significa abbassare automaticamente gli obiettivi, ma definire criteri adeguati alle caratteristiche individuali.

La valutazione deve essere finalizzata soprattutto a rilevare i progressi compiuti e il livello di partecipazione raggiunto.

PEI e ore di sostegno: un rapporto spesso frainteso

Uno degli aspetti più discussi riguarda il rapporto tra PEI e assegnazione delle ore di sostegno.

Il GLO, attraverso il PEI, individua il fabbisogno dello studente e formula le proprie indicazioni.

Tuttavia il numero definitivo delle ore non viene stabilito direttamente dal PEI, ma segue un iter amministrativo che coinvolge gli uffici competenti.

Il documento rappresenta comunque uno degli elementi fondamentali per motivare le necessità dello studente.

PEI e PDP: due strumenti diversi

Spesso vengono confusi, ma PEI e PDP hanno funzioni differenti.

Il PEI riguarda gli studenti con disabilità certificata secondo la legge 104/1992.

Il PDP (Piano Didattico Personalizzato) riguarda invece principalmente gli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento o altre situazioni di bisogno educativo speciale previste dalla normativa.

Entrambi puntano alla personalizzazione del percorso, ma partono da presupposti diversi.

Un documento che deve essere vivo, non solo compilato

Uno dei rischi del PEI è che venga percepito come un adempimento burocratico da completare all’inizio dell’anno e poi dimenticare.

La sua funzione, invece, è quella di accompagnare realmente il percorso dello studente.

Per questo deve essere verificato, aggiornato e discusso durante l’anno scolastico, seguendo l’evoluzione delle esigenze dell’alunno.

Un buon PEI non è quello più lungo o più dettagliato, ma quello capace di tradurre l’osservazione dello studente in scelte concrete.

Il valore del PEI nella scuola inclusiva

Il Piano Educativo Individualizzato rappresenta uno degli strumenti più importanti della scuola italiana per garantire il diritto all’inclusione.

La sua efficacia dipende però dal modo in cui viene utilizzato: se resta soltanto un documento formale perde il suo significato; se diventa il risultato di un vero lavoro di squadra può trasformarsi in una guida concreta per accompagnare lo studente nel proprio percorso di crescita.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011