Studenti

Maturità 2026, Quintiliano al liceo classico: ecco la traduzione

È scattata alle 8.27 la seconda prova scritta dell’Esame di Stato 2026. Con la pubblicazione della chiave di accesso sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito è stato aperto

Maturità 2026, Quintiliano al liceo classico: ecco la traduzione
  • PublishedGiugno 19, 2026

È scattata alle 8.27 la seconda prova scritta dell’Esame di Stato 2026. Con la pubblicazione della chiave di accesso sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito è stato aperto il plico telematico contenente le tracce destinate agli studenti delle diverse tipologie di istituto.

Per i maturandi del Liceo Classico, secondo le prime informazioni diffuse nelle prime ore della mattinata, la versione di latino proposta è un brano di Marco Fabio Quintiliano, tratto dall’Institutio oratoria, una delle opere più importanti della cultura romana e della riflessione pedagogica antica.

Si tratta della terza volta che Quintiliano viene scelto per la prova di latino della maturità; l’ultima apparizione risaliva al 2013. L’autore latino, vissuto nel I secolo d.C., è considerato uno dei massimi teorici dell’arte oratoria e dell’educazione. La sua Institutio oratoria, composta tra il 90 e il 96 d.C. e dedicata a Marco Vitorio Marcello per la formazione del figlio Geta, rappresenta il più celebre trattato di retorica dell’antichità giunto fino a noi integralmente.

La traccia: la musica come fondamento della formazione

Nel passo scelto per l’esame, Quintiliano affronta il tema della musica come elemento essenziale nella formazione dell’oratore e del cittadino. L’autore richiama il pensiero di filosofi e legislatori dell’antichità per dimostrare come la musica non sia un semplice intrattenimento, ma uno strumento educativo, civile e persino militare.

Il pre-testo

Testo latino

Atqui claros nomine sapientiae viros nemo dubitaverit studiosos musices fuisse, cum Pythagoras atque eum secuti acceptam sine dubio antiquitus opinionem vulgaverint mundum ipsum ratione esse conpositum, quam postea sit lyra imitata, nec illa modo contenti dissimilium concordia, quam vocant ἁρμονίαν sonum quoque his motibus dederint.

Traduzione

«Eppure, non vi è dubbio che uomini illustri per sapienza furono appassionati di musica: tant’è vero che Pitagora e i suoi seguaci divulgarono l’opinione, certamente loro tràdita da filosofi precedenti, che il mondo ha la stessa struttura che poi la lira avrebbe imitato; e non contenti di quella “concordia di dissonanze”, da loro detta harmonia, attribuirono a questi movimenti anche il suono.»

Il testo proposto agli studenti

Testo latino

Nam Plato cum in aliis quibusdam tum praecipue in Timaeo ne intellegi quidem nisi ab iis, qui hanc quoque partem disciplinae diligenter perceperint, potest. De philosophis loquor, quorum fons ipse Socrates iam senex institui lyra non erubescebat: duces maximos et fidibus et tibiis cecinisse traditum, exercitus Lacedaemoniorum musicis accensos modis. Quid autem aliud in nostris legionibus cornua ac tubae faciunt? Quorum concentus quanto est vehementior, tantum Romana in bellis gloria ceteris praestat. Non igitur frustra Plato civili viro, quem πολιτικόν vocat, necessariam musicen credidit. Et eius sectae, quae aliis severissima, aliis asperrima videtur, principes in hac fuere sententia, ut existimarent sapientium aliquos nonnullam operam his studiis accommodaturos et Lycurgus, durissimarum Lacedaemoniis legum auctor, musices disciplinam probavit. Atque eam natura ipsa videtur ad tolerandos facilius labores velut muneri nobis dedisse, si quidem et remigem cantus hortatur;

Il post-testo

Testo latino

Nec solum in iis operibus, in quibus plurium conatus praeeunte aliqua iucunda voce conspirat, sed etiam singulorum fatigatio quamlibet se rudi modulatione solatur.

Traduzione

«E non solamente là dove lo sforzo collettivo viene compiuto ritmicamente con una lieta canzone intonata da qualcuno, ma anche nel lavoro compiuto da soli, qualsiasi motivo, anche se popolare, suole alleviare la fatica.»

Gli argomenti di Quintiliano

Nel brano l’autore costruisce una vera e propria difesa del valore della musica. Tra gli esempi citati figurano Platone, il cui pensiero non può essere pienamente compreso senza una conoscenza della disciplina musicale, e Socrate, che persino in età avanzata continuava a studiare la lira.

Quintiliano richiama inoltre l’esempio degli Spartani, i cui eserciti venivano incitati dai ritmi musicali, e delle legioni romane, nelle quali il suono di trombe e corni contribuiva alla disciplina e al coraggio dei soldati. La musica viene così presentata come uno strumento capace di educare, rafforzare il senso civico e sostenere gli uomini nelle fatiche quotidiane.

La seconda parte della prova

Dopo la traduzione, gli studenti sono chiamati a confrontarsi con tre quesiti relativi alla comprensione e all’interpretazione del testo, all’analisi linguistica e stilistica e a un approfondimento personale.

In particolare, viene richiesto di:

  • illustrare la tesi di Quintiliano sul valore educativo della musica;
  • analizzare il lessico filosofico, tecnico e i campi semantici della musica e della vita civile;
  • riflettere sul ruolo della musica nella società antica e contemporanea, mettendo in relazione il testo con letture ed esperienze personali.

In alternativa ai tre quesiti separati, i candidati possono sviluppare un commento unitario che contenga tutte le risposte richieste.

Sintab Academy – Corsi di Formazione

Scuola Mag – Notizie, Concorsi e Formazione per la Scuola

Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011