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Machete nello zaino a scuola, paura all’Itis di Budrio

Momenti di forte tensione all’Itis Giordano Bruno di Budrio, nella città metropolitana di Bologna, dove venerdì mattina i carabinieri sono intervenuti dopo la segnalazione di un insegnante che aveva notato

Machete nello zaino a scuola, paura all’Itis di Budrio
  • PublishedGennaio 25, 2026

Momenti di forte tensione all’Itis Giordano Bruno di Budrio, nella città metropolitana di Bologna, dove venerdì mattina i carabinieri sono intervenuti dopo la segnalazione di un insegnante che aveva notato un’arma da taglio nello zaino di uno studente. L’oggetto è stato successivamente identificato come un machete, come riportato da la Repubblica.

L’episodio si inserisce in un contesto già segnato da gravi fatti di cronaca: solo pochi giorni fa la morte di Youssef Abanoub, ucciso da un coetaneo in una scuola di La Spezia, e il ritrovamento di un coltello di 15 centimetri a uno studente di un istituto del Friuli-Venezia Giulia. Eventi che hanno riacceso il dibattito sull’introduzione dei metal detector negli edifici scolastici.

Il ritrovamento durante il cambio d’ora

Secondo la ricostruzione, i fatti sono avvenuti poco prima delle 13, durante il cambio delle lezioni. Un docente ha notato alcuni studenti confabulare tra loro e, insospettito, ha deciso di intervenire. È così emerso che uno dei ragazzi, un quindicenne italiano, aveva con sé un’arma. Invitato ad aprire lo zaino, è stato trovato il machete.

Il docente ha immediatamente informato il dirigente scolastico, Giovanni Tosiani, che ha allertato le forze dell’ordine e contattato la famiglia dello studente. I carabinieri sono intervenuti rapidamente, accompagnando il ragazzo in caserma per le procedure di rito e affidandolo poi ai genitori.

Denuncia e indagini in corso

Il giovane è stato denunciato per porto di armi o oggetti atti ad offendere e l’arma è stata sequestrata. Il quindicenne non avrebbe fornito spiegazioni sulla presenza del machete nello zaino; secondo quanto emerso, la decisione di portarlo potrebbe essere collegata a una discussione avuta in precedenza con un coetaneo. La vicenda è ora al vaglio della procura dei minori.

“La scuola è stata attentissima”, ha dichiarato il preside Tosiani, che ha espresso apprezzamento per la prontezza del docente. “Nel nostro istituto non erano mai accaduti episodi simili. Quanto successo ci spinge a mantenere alta l’attenzione su un fenomeno purtroppo in crescita: la diffusione delle armi tra i giovani, anche in ambito scolastico”.

L’appello delle istituzioni

Sull’accaduto è intervenuta anche la sindaca di Budrio, Debora Badiali. “La scuola ha agito tempestivamente, mentre saranno i carabinieri a chiarire nel dettaglio la dinamica”, ha spiegato. “Ma questo episodio deve essere letto come un segnale per tutta la comunità educante: famiglie, istituzioni e politica. È necessario creare spazi di ascolto e dialogo con i ragazzi”.

“La presenza dell’arma è solo la parte visibile del problema”, ha aggiunto la prima cittadina. “Dobbiamo aiutare i giovani a comprendere che, nei momenti di difficoltà, parlare e chiedere aiuto è la strada giusta. Su questo dobbiamo intervenire con decisione”.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011