Sciopero generale del 23-24 aprile revocato: rilievi della Commissione di garanzia
La Commissione di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali ha rilevato irregolarità nella proclamazione dello sciopero generale previsto per il 23 e 24 aprile 2026, promosso dalla sigla sindacale
La Commissione di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali ha rilevato irregolarità nella proclamazione dello sciopero generale previsto per il 23 e 24 aprile 2026, promosso dalla sigla sindacale CSLE, determinandone di fatto la revoca.
Le irregolarità contestate
Con una comunicazione del 14 aprile (prot. 401/26), l’Autorità ha richiamato la normativa vigente, in particolare la Legge n. 146 del 1990, evidenziando il mancato rispetto della cosiddetta “rarefazione oggettiva”, ovvero l’intervallo minimo obbligatorio tra diverse azioni di sciopero.
Tra le criticità segnalate figurano anche:
- la violazione dei periodi di “franchigia” in più settori dei servizi pubblici essenziali;
- irregolarità nei tempi e nella durata delle astensioni;
- possibili effetti cumulativi delle mobilitazioni su comparti strategici.
I rilievi riguardano ambiti particolarmente sensibili, tra cui il trasporto aereo, ferroviario e marittimo, oltre alla sicurezza stradale e alla distribuzione dei carburanti.
L’invito alla revoca
Alla luce delle irregolarità riscontrate, la Commissione ha invitato formalmente il sindacato promotore a revocare o riformulare lo sciopero nel rispetto delle regole. La mobilitazione prevista per il 23 e 24 aprile risulta quindi revocata.
Confermato lo sciopero nella scuola il 20 aprile
Resta invece confermato lo sciopero nazionale del comparto scuola del 20 aprile 2026, proclamato da Unicobas Scuola e Università e SAESE.
L’astensione coinvolge l’intero personale scolastico, docente e ATA, e potrebbe incidere sul regolare svolgimento delle attività didattiche e amministrative. L’impatto effettivo varierà in base ai livelli di adesione nei singoli istituti.
Le regole sugli scioperi nei servizi essenziali
Nel suo intervento, la Commissione ha ribadito i principali vincoli previsti per le mobilitazioni nei servizi pubblici essenziali:
- obbligo di rispettare intervalli minimi tra scioperi, per evitare sovrapposizioni;
- divieto di proclamazione durante i periodi di franchigia;
- limiti alla durata delle astensioni;
- garanzia delle prestazioni indispensabili.
Si tratta di misure pensate per bilanciare il diritto di sciopero con la continuità dei servizi pubblici, soprattutto nei settori più delicati.