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Legge di Bilancio: tagli all’istruzione

Ancora una volta, la scuola si ritrova nel mirino della legge di bilancio. Al di là dei toni trionfalistici dei comunicati ufficiali, il testo della manovra rivela nuovi tagli che

Legge di Bilancio: tagli all’istruzione
  • PublishedOttobre 23, 2025

Ancora una volta, la scuola si ritrova nel mirino della legge di bilancio. Al di là dei toni trionfalistici dei comunicati ufficiali, il testo della manovra rivela nuovi tagli che rischiano di pesare sul futuro dell’istruzione pubblica, a partire dall’edilizia e dalla sicurezza degli edifici.

Come accade ogni anno, il documento economico va letto con attenzione, perché i dettagli più significativi non emergono nei resoconti ufficiali. Da diversi anni, infatti, le leggi finanziarie prevedono misure destinate a “ritoccare” le spese dei singoli ministeri: è la consueta spending review, lo strumento attraverso il quale il governo riduce e rialloca fondi per contenere la spesa pubblica.

Per il 2026, le misure di revisione sono raccolte nell’articolo 129 della legge e riguardano sia la spesa corrente sia quella in conto capitale, cioè gli investimenti. E proprio qui si concentrano gli interventi più pesanti per il Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Nel dettaglio, la scuola dovrà contribuire con 53 milioni di euro di tagli alla spesa corrente nell’arco di tre anni: 16 milioni nel 2026, 17,5 milioni nel 2027 e poco meno di 20 milioni a partire dal 2028.
Molto più consistente, però, è la sforbiciata agli investimenti: quasi 570 milioni di euro in meno in tre anni, suddivisi tra 125,5 milioni nel 2026, circa 208 milioni nel 2027 e 234 milioni nel 2028.

La parte più dolorosa riguarda i fondi per l’edilizia scolastica e la sicurezza degli edifici, che perdono da soli quasi 480 milioni di euro. Una riduzione che rischia di rallentare interventi indispensabili in molte scuole italiane, dove ancora si registrano problemi strutturali, mancanza di spazi adeguati e carenze negli standard di sicurezza.

Si tratta, in sostanza, di una misura che, pur rientrando nel quadro generale di contenimento della spesa pubblica, riaccende il dibattito sul ruolo dell’istruzione nelle priorità del Paese.
Perché se è vero che i conti dello Stato vanno tenuti in equilibrio, è altrettanto vero che una scuola che non investe nel proprio futuro rischia di compromettere quello di tutti.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011