Carta del docente e precariato, il Ministero replica al “Manifesto”: “Spese legali lontane da quota 1,5 miliardi”
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito interviene per chiarire i dati relativi al contenzioso sulla Carta del docente e sul precariato scolastico, dopo l’articolo pubblicato il 15 maggio dal quotidiano
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito interviene per chiarire i dati relativi al contenzioso sulla Carta del docente e sul precariato scolastico, dopo l’articolo pubblicato il 15 maggio dal quotidiano Il Manifesto dal titolo “Rischio danno erariale. Il Tar rinvia Valditara alla Corte dei conti”.
In una nota firmata da Carmela Palumbo, capo dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, e da Simona Montesarchio, capo dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale, il Ministero contesta in particolare le cifre relative alle spese legali attribuite all’amministrazione.
Secondo il dicastero, il contenzioso sulla Carta del docente e quello relativo al personale precario, compreso il personale Ata, derivano da un impianto normativo introdotto da precedenti Governi, che avrebbe creato una disparità di trattamento tra lavoratori assunti a tempo indeterminato e personale con contratto a termine.
Il Ministero ricorda che la Carta del docente, introdotta nel 2015, era inizialmente destinata esclusivamente agli insegnanti di ruolo. L’attuale Governo sostiene invece di aver progressivamente esteso il beneficio anche ai docenti precari, stanziando complessivamente 281 milioni di euro aggiuntivi.
Per l’anno scolastico 2025-2026, spiegano ancora dal Ministero, i beneficiari della misura hanno superato quota un milione, con circa 253 mila docenti in più rispetto alla platea originaria prevista dalla normativa.
Secondo il Ministero, l’estensione della Carta avrebbe consentito di “eliminare definitivamente il contenzioso”, evitando nuovi ricorsi e garantendo il diritto alla formazione professionale a tutto il personale docente.
Nella nota si evidenzia inoltre il lavoro di coordinamento svolto con gli Uffici scolastici regionali per accelerare la gestione delle cause pendenti. Dal termine del 2022 sarebbero state eseguite oltre 112 mila sentenze che già dal 2021 avevano disposto l’allargamento della platea dei beneficiari della Carta del docente.
Sempre secondo i dati forniti dal dicastero, i rimborsi erogati finora ammontano a oltre 184 milioni di euro.
Il Ministero respinge poi come “priva di fondamento” la cifra di 1,5 miliardi di euro indicata nell’articolo come possibile costo delle spese legali. Negli ultimi tre anni, sostiene la nota, le spese complessive sostenute dall’amministrazione per il contenzioso sarebbero state pari a circa 150 milioni di euro, con una media annuale di 50 milioni, includendo però tutte le controversie gestite dal Ministero e dalle scuole, non soltanto quelle legate alla Carta del docente.