Ministro Valditara

Lettera del Ministro alle famiglie: apprezzati i contenuti, ma scoppia il caso sulle modalità

Una comunicazione diretta alle famiglie che divide sul metodo, pur trovando consenso nei contenuti. È quanto accaduto dopo il messaggio inviato lo scorso 16 aprile dal Ministro dell’Istruzione e del

Lettera del Ministro alle famiglie: apprezzati i contenuti, ma scoppia il caso sulle modalità
  • PublishedMaggio 1, 2026

Una comunicazione diretta alle famiglie che divide sul metodo, pur trovando consenso nei contenuti. È quanto accaduto dopo il messaggio inviato lo scorso 16 aprile dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara attraverso il registro elettronico degli studenti.

La nota ministeriale annunciava l’avvio di un piano di formazione destinato al personale scolastico, con l’obiettivo di rafforzare temi sempre più centrali come il rispetto, le relazioni, l’empatia e la parità. Un’iniziativa accolta positivamente anche da CISL Scuola e ANP, che in un comunicato congiunto hanno sottolineato l’importanza degli argomenti trattati e il valore del coinvolgimento delle famiglie nel percorso educativo.

A suscitare perplessità, tuttavia, sono state le modalità della comunicazione. Il contatto diretto tra Ministro e famiglie, infatti, rischierebbe di mettere in difficoltà dirigenti scolastici e docenti, chiamati poi a fornire chiarimenti su iniziative di cui non sempre sono stati preventivamente informati. La rapidità degli strumenti digitali, osservano le organizzazioni di categoria, si traduce spesso in richieste immediate alle scuole, con possibili ricadute sull’efficacia e sulla percezione dell’azione amministrativa.

Proprio per questo, CISL Scuola e ANP hanno scritto al Ministro chiedendo che, in futuro, i dirigenti vengano informati con un congruo anticipo – almeno 48 ore – rispetto all’invio di comunicazioni alle famiglie. L’obiettivo è garantire maggiore coerenza tra centro e periferia e rafforzare l’immagine di un sistema scolastico coordinato ed efficiente.

Secondo i firmatari, un migliore allineamento interno contribuirebbe non solo a valorizzare il ruolo dei dirigenti scolastici, ma anche a consolidare la credibilità dell’intero apparato ministeriale. Il rischio, in caso contrario, è quello di accentuare la distanza tra chi prende le decisioni e chi è chiamato ad attuarle.

Un tema che richiama dinamiche già note nella storia amministrativa, sintetizzate nel celebre motto “obbedisco ma non eseguo”, utilizzato per descrivere situazioni in cui le disposizioni risultano difficilmente applicabili nel contesto reale.

La vicenda si inserisce inoltre in un quadro più ampio, segnato dalla crescente tendenza alla disintermediazione nella comunicazione politica. Negli ultimi anni, il rapporto diretto tra istituzioni e cittadini ha spesso ridotto il ruolo dei corpi intermedi. Una dinamica che, nel caso della scuola, solleva interrogativi particolari: dirigenti e docenti, infatti, non rappresentano un contropotere, ma costituiscono parte integrante dello Stato e del sistema educativo.

Per questo, sottolineano le organizzazioni, una comunicazione che li escluda rischia di indebolirne la funzione e di compromettere l’efficacia delle politiche scolastiche. In un’epoca dominata da social media e strumenti digitali, resta dunque centrale il rispetto delle procedure e del coordinamento interno, elementi fondamentali per garantire un’azione amministrativa realmente efficace.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011