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Scuola dell’infanzia, i laureati L-19 chiedono un percorso abilitante dedicato: «Sistema da rivedere»

Cresce il malcontento tra i laureati in Scienze dell’Educazione (classe L-19) che aspirano a insegnare nella scuola dell’infanzia. Pur potendo accedere al corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria

Scuola dell’infanzia, i laureati L-19 chiedono un percorso abilitante dedicato: «Sistema da rivedere»
  • PublishedGiugno 3, 2026

Cresce il malcontento tra i laureati in Scienze dell’Educazione (classe L-19) che aspirano a insegnare nella scuola dell’infanzia. Pur potendo accedere al corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria con il riconoscimento di parte degli esami già sostenuti, gli interessati denunciano un percorso considerato lungo, complesso e poco coerente con la preparazione già acquisita.

Attualmente, per ottenere l’abilitazione all’insegnamento nella scuola dell’infanzia, i laureati L-19 devono superare il test di accesso a Scienze della Formazione Primaria e completare il percorso universitario previsto. Sebbene le università riconoscano numerosi crediti formativi, consentendo in molti casi l’iscrizione direttamente al terzo anno, i diretti interessati ritengono che il sistema presenti evidenti criticità.

«L’università riconosce formalmente che possediamo le competenze didattiche e teoriche maturate durante il percorso triennale, ma ci costringe comunque a inserirci in un corso di laurea magistrale a ciclo unico di cinque anni», osservano alcuni laureati, sottolineando come una parte della formazione successiva sia orientata prevalentemente all’insegnamento nella scuola primaria.

La proposta: una laurea magistrale biennale abilitante

Da qui nasce la richiesta di istituire una laurea magistrale biennale specialistica e abilitante, riservata ai possessori della laurea L-19 e finalizzata esclusivamente all’insegnamento nella fascia d’età compresa tra i 3 e i 6 anni.

Secondo i promotori della proposta, un percorso di questo tipo consentirebbe di valorizzare la formazione già acquisita durante la laurea triennale, concentrando i due anni successivi su laboratori, tirocinio e competenze specifiche per la scuola dell’infanzia.

L’obiettivo sarebbe quello di evitare sovrapposizioni formative e insegnamenti ritenuti poco pertinenti rispetto al profilo professionale desiderato, garantendo al tempo stesso una preparazione mirata e qualificata.

Il nodo della carenza di personale

La richiesta si inserisce in un contesto caratterizzato da una diffusa difficoltà nel reperimento di insegnanti abilitati per le scuole dell’infanzia, sia statali sia paritarie. In molte realtà, i dirigenti scolastici sono costretti a ricorrere a supplenze temporanee e a procedure straordinarie per coprire le cattedre vacanti.

Secondo i laureati L-19, la creazione di un canale abilitante biennale potrebbe contribuire a ridurre il divario tra domanda e offerta di personale qualificato, consentendo a migliaia di aspiranti insegnanti di accedere più rapidamente alla professione.

Il dibattito resta aperto e chiama in causa università, Ministero e mondo della scuola, chiamati a confrontarsi sull’opportunità di introdurre percorsi formativi più flessibili e maggiormente rispondenti alle esigenze del sistema educativo e del mercato del lavoro.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011