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Mobilità del personale educativo, dopo i trasferimenti restano vacanti 621 posti

Il 4 giugno scorso il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato gli esiti della mobilità del personale educativo per l’anno scolastico 2026/2027, comprendenti trasferimenti, passaggi di cattedra e passaggi

Mobilità del personale educativo, dopo i trasferimenti restano vacanti 621 posti
  • PublishedGiugno 9, 2026

Il 4 giugno scorso il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato gli esiti della mobilità del personale educativo per l’anno scolastico 2026/2027, comprendenti trasferimenti, passaggi di cattedra e passaggi di ruolo.

Come avvenuto per il restante personale scolastico, gli interessati hanno ricevuto tramite posta elettronica l’esito delle domande presentate. Dall’analisi dei dati riepilogativi delle operazioni emerge un quadro che conferma una tendenza già registrata negli ultimi anni: aumentano infatti i posti rimasti vacanti al termine della mobilità.

Secondo l’elaborazione dei tabulati ministeriali, i posti disponibili dopo i movimenti risultano essere 621 a livello nazionale, con un incremento di 64 unità rispetto all’anno scolastico precedente, quando le disponibilità si erano fermate a 557.

Un dato che evidenzia la persistente carenza di personale nelle istituzioni educative e che riporta al centro del dibattito il tema delle assunzioni. Al momento, infatti, non è ancora noto il contingente di nomine a tempo indeterminato che sarà autorizzato per il prossimo anno scolastico.

Le organizzazioni sindacali temono tuttavia che il numero delle immissioni in ruolo possa rimanere limitato, in linea con quanto avvenuto negli anni precedenti. Per il 2025/2026, infatti, a fronte di 555 posti vacanti disponibili, erano state autorizzate soltanto 44 assunzioni, pari al 7,9% del totale.

Una situazione che, secondo i rappresentanti del settore, rischia di alimentare ulteriormente il fenomeno del precariato, con ripercussioni sia sul personale sia sulla continuità educativa all’interno di convitti, semiconvitti ed educandati.

Tra le principali richieste avanzate al Ministero figura l’adeguamento dell’organico del personale educativo alle effettive necessità delle strutture scolastiche, considerate oggi sottodimensionate rispetto ai bisogni reali.

Viene inoltre sollecitata una revisione dei criteri di stabilizzazione del personale, attualmente legati principalmente alla sostituzione dei lavoratori cessati dal servizio, nonostante il progressivo aumento dei posti vacanti in organico di diritto.

Al centro delle rivendicazioni anche la necessità di attivare percorsi abilitanti e procedure concorsuali specifiche per il personale educativo. L’ultimo concorso dedicato alla categoria risale infatti al 1999 e, da allora, non sono stati avviati né percorsi di formazione abilitante né procedure selettive dedicate.

Le richieste comprendono inoltre il superamento dei vincoli previsti dall’articolo 20 del DPR 81/2009 nella definizione degli organici e l’eliminazione delle differenziazioni tra istitutori e istitutrici, considerate ormai superate e non più coerenti con l’evoluzione della professione educativa.

Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011