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Indicazioni Nazionali 2025, alle scuole la circolare sul nuovo regolamento

Con la circolare ministeriale n. 1312 del 12 marzo 2026, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha trasmesso alle scuole del sistema pubblico il regolamento relativo alle nuove Indicazioni Nazionali

Indicazioni Nazionali 2025, alle scuole la circolare sul nuovo regolamento
  • PublishedMarzo 16, 2026

Con la circolare ministeriale n. 1312 del 12 marzo 2026, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha trasmesso alle scuole del sistema pubblico il regolamento relativo alle nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo, contenuto nel decreto ministeriale n. 221 del 9 dicembre 2025.

Il documento conferma le tempistiche previste per l’adozione delle nuove linee guida e richiama l’attenzione delle istituzioni scolastiche su quelle che, secondo l’amministrazione, rappresentano le principali novità introdotte dal provvedimento.

Adattamento dei curricoli e continuità tra i cicli

La circolare invita le scuole ad avviare un processo di adattamento dei curricoli e di armonizzazione degli obiettivi di apprendimento tra le precedenti Indicazioni Nazionali del 2012 e quelle del 2025.

A titolo esemplificativo, il documento prende in esame la disciplina della Storia, indicando alcuni contenuti che dovrebbero essere rivisti per garantire la copertura dell’intero arco temporale del programma. Secondo il Ministero, infatti, con l’impianto previsto dalle Indicazioni del 2012 alcune parti del percorso storico rischierebbero di non essere affrontate nella classe quinta della scuola primaria, con possibili ricadute sulla continuità didattica tra scuola primaria e secondaria di primo grado.

Il nodo tra obiettivi e contenuti

Nella circolare, tuttavia, viene nuovamente sollevata una questione interpretativa già emersa nel dibattito sulle nuove Indicazioni. Il Ministero, infatti, sembra confondere gli obiettivi di apprendimento, che le Indicazioni stabiliscono in modo prescrittivo, con la scelta dei contenuti disciplinari, che resta invece affidata alla progettazione autonoma delle scuole e alla libertà professionale dei docenti.

Nonostante in precedenza fosse stato chiarito che le conoscenze elencate nel documento hanno valore di suggerimento, la circolare sembra orientare le scuole verso una lettura più prescrittiva, rischiando di indirizzare in modo diretto le scelte didattiche degli istituti.

Una riflessione nelle scuole

Per molti operatori del settore, questo passaggio rende necessario aprire all’interno delle scuole una discussione approfondita su ciò che nelle Indicazioni Nazionali ha valore vincolante e ciò che invece non lo ha.

Sono prescrittive, infatti, le finalità formative, le discipline e i relativi obiettivi di apprendimento. Restano invece affidati all’autonomia delle istituzioni scolastiche i contenuti specifici, le metodologie, le attività e le strategie educative e didattiche. L’obiettivo è evitare il ritorno a una logica di “programma da svolgere”, con elenchi rigidi di argomenti e adempimenti.

Libri di testo e autonomia didattica

La circolare richiama anche l’articolo 3 del decreto ministeriale, che prevede l’adeguamento dei libri di testo ai contenuti delle nuove Indicazioni Nazionali.

Il mercato editoriale si è già mosso in questa direzione, con la proposta di manuali dichiarati “conformi alle Indicazioni 2025”. Tuttavia, viene ricordato che il libro di testo non coincide con il programma e non può sostituire la progettazione didattica delle scuole.

L’auspicio: rilanciare ricerca educativa e progettazione

L’auspicio espresso da molti docenti e dirigenti è che l’introduzione delle nuove Indicazioni possa diventare un’occasione per una riflessione critica sul documento e per recuperare il quadro pedagogico e culturale già presente nelle Indicazioni del 2012.

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Autore

  • Valerio Di Fonso

    Nato a Sulmona nel 1993. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie. Ha frequentato la scuola di Giornalismo "M. Baldini" della LUISS a Roma nel biennio 2017/19. Giornalista professionista dal 2020, con esperienze presso "Il Tempo", "Mediapress", "Sky Sport", "TgrRai" e "IlGerme". Abilitato alla professione di docente sulla cdc A011